Muore in giardino schiacciata dal trattore 

Dipendente comunale di 62 anni perde la vita davanti alla casa del figlio nella frazione di Santa Rufina: vani i soccorsi

L’AQUILA. L’orrore piomba nel giardino di casa. Lavori agricoli in un pomeriggio uggioso. Marito, moglie e, poco più distante, anche un nipotino («nonna è caduta», lo sentono ripetere più volte) sono separati da pochissimi metri. Il trattore con rimorchio a un certo punto impazzisce, prende velocità e travolge la donna, prima di fermare la sua corsa maledetta contro un muro, dopo aver abbattuto anche una staccionata di legno.
Perde la vita così, sulle scale di casa, Antonietta Perilli, di 62 anni, dipendente comunale del settore politiche culturali (che ha sede in via Aldo Moro), madre di due figli, Ettore e Gregorio e nonna di un nipotino, Mario. Assiste impotente alla tragedia il marito Mario Scarsella, ora in pensione, ma per molti anni dipendente comunale nella delegazione di Sassa.
I due abitano a Pagliare di Sassa, ma il teatro della tragedia è la villetta della famiglia di lei, ora in uso a uno dei figli. L’abitazione, in via Mazzini, nella frazione di Santa Rufina di Roio, ha uno spazio esterno con orto e giardino. Ed è proprio lì che marito e moglie sono impegnati in alcuni lavori di sistemazione esterna.
Molti i dubbi che dovranno essere chiariti dalle indagini, affidate alla polizia municipale. In particolare, si dovrà stabilire l’esatta dinamica dell’incidente. Il mezzo, lasciato acceso, potrebbe essersi sfrenato all’improvviso oppure potrebbe essersi trattato di un errore di manovra durante la marcia, come anche di una tragica fatalità tipo l’urto involontario di una leva. Le prime testimonianze, rese nell’immediatezza dei fatti, anche a causa del forte stato di choc del marito, non contribuiscono, per ora, a fare piena chiarezza sull’accaduto. Sarà il magistrato di turno, ora, a disporre gli accertamenti necessari per stabilire eventuali responsabilità da parte di terzi oppure dimensionare il caso come un incidente domestico. Vani tutti i tentativi di soccorso. Arrivano sul posto i vigili del fuoco, come anche l’eliambulanza decollata dall’ospedale, ma i traumi da schiacciamento, troppo gravi, le sono fatali e i medici constatano la morte. Il corpo senza vita riceve la benedizione impartita dal parroco don Osman Prada. Sulla villetta in mezzo al verde cala il buio della morte. Restano il pianto dei familiari, il dolore dei colleghi e tanti dubbi.
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