Muore mentre assiste alla gara del figlio

Concezio Gasbarro, presidente di Confagricoltura, fulminato da un infarto a 57 anni. Si trovava ai bordi della pista di sci
L’AQUILA. Si allunga la sequenza di tragedie sulle nevi della stazione sciistica di Campo Felice in una stagione invernale da dimenticare sotto questo specifico profilo.
LA TRAGEDIA. Ieri mattina, infatti, c’è stato l’ennesimo dramma. A perdere la vita per un malore è stato Concezio Gasbarro, 57 anni, di Villalago, persona notissima in Abruzzo, presidente regionale di Confagricoltura, organismo del quale era vicepresidente provinciale oltre che persona molto sensibile ai temi ambientali. Ancora una volta, dunque, una giornata di festa e sport si è tramutata in un evento luttuoso. Gasbarro era arrivato a Campo Felice per assistere a una gara di sci nella quale era impegnato il figlio di 16 anni. L’uomo si era avvicinato a bordo della pista, a circa 1.600 metri di altitudine, quando si è sentito male e si è accasciato in seguito a un infarto. Tra i presenti c’è stato il panico, ma i soccorsi sono stati rapidissimi.
I SOCCORSI. «Siamo intervenuti subito», ha commentato il direttore degli impianti e sindaco di Rocca di Cambio, Gennarino Di Stefano, «si è mobilitato il nostro medico in servizio nella stazione ed è stato anche adoperato il defibrillatore. Nel frattempo avevamo avvertito il 118 che è giunto con l’elisoccorso. Anche il personale Asl ha fatto il possibile per rianimarlo ma, nonostante gli sforzi, non è stato possibile far nulla. Penso si sia trattato di un infarto fulminante. Posso solo condividere il dolore della famiglia e inoltrare le nostre sentite condoglianze». La salma è stata poi trasferita all’obitorio dell’ospedale San Salvatore all’Aquila. Intanto sono stati fissati i funerali. Si svolgeranno domani pomeriggio, alle 15, nella chiesa parrocchiale di Villalago dove la popolazione ha accolto, incredula, la notizia.
I PRECEDENTI. La stagione invernale di Campo Felice, a fronte di un numero record di sportivi sulle piste e di controlli accurati sulla sicurezza, sembra destinata a essere segnata dalle tragedie. Alla fine dello scorso anno, un autorevole sacerdote polacco, docente all’Università pontificia, che era sulle piste insieme a un altro prete, è stato travolto e ucciso da una slavina che ha solo sfiorato l’altro religioso. Lo scorso 30 gennaio è morto Angelo Gaudieri, 58 anni dell’Aquila, dopo essersi schiantato contro un albero in seguito a una uscita di pista. Sembra che abbia perso uno sci e quindi non ha potuto evitare lo schianto. L’uomo è stato soccorso dal medico della stazione sciistica, ma ogni tentativo è stato vano. All’inizio di febbraio sono morti due escursionisti romani travolti da una slavina: sarebbero stati spinti dalla violenza della valanga contro gli alberi. C’era un terzo sciatore, impegnato con i due in un fuoripista, che si è salvato per miracolo. Sono in corso delle indagini per verificare se questi precedenti decessi siano frutto di ipotetici errori umani o se si sia trattato, come ieri, di fatalità.
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