Muore mentre brucia le sterpaglie

17 Febbraio 2019

Pensionato delle Poste perde il controllo del fuoco acceso da lui in una tartufaia vicino al cimitero di Santi di Preturo

L’AQUILA. Accende il fuoco per ripulire un terreno dalle erbacce, poi ne perde il controllo e accade l’imponderabile. Uno dei due figli, non vedendolo rincasare, dà l’allarme e l’uomo viene ritrovato senza vita. Tragedia in una tartufaia non lontana dal cimitero della piccola frazione di Santi di Preturo dove perde la vita Berardino Gianneramo, di 71 anni, pensionato delle Poste (settore contabile). Originario di Menzano, viveva ormai da qualche anno a Preturo, in un complesso residenziale di recente costruzione non lontano dalla casa di cura Villa Letizia.
L’INCHIESTA. Nel luogo della tragedia, un terreno recintato, arrivano i parenti che assistono sgomenti alle operazioni di recupero del corpo senza vita. Le cause della morte saranno chiarite soltanto dopo gli accertamenti che saranno disposti dalla Procura della Repubblica. Secondo le prime ipotesi, l’uomo potrebbe aver avuto un malore, forse causato dallo stesso fumo generato dal fuoco e che potrebbe averlo intossicato, e a quel punto sarebbe caduto a terra riportando anche alcune ustioni in alcune parti del corpo. Se la causa del decesso sia stata determinata dalle bruciature potrà stabilirlo, tuttavia, soltanto l’autopsia. In un primo momento, chi arriva per primo alla tartufaia pensa che ci sia ancora il tempo per tentare di salvarlo. Infatti, arriva la chiamata alla centrale operativa del 118 con richiesta di soccorso. In pochi minuti l’equipaggio interviene sul posto, ma i medici non possono fare altro che constatare la morte. Contestualmente si registra l’intervento da parte degli agenti di polizia, i quali avviano l’indagine. Secondo quanto emerso finora, non ci sono testimoni della tragedia.
LO SCENARIO. Ai margini del terreno vengono poi ritrovati, tra gli altri attrezzi, alcuni decespugliatori. Quindi l’ipotesi è che l’uomo, avendolo a disposizione, possa aver impiegato anche del materiale infiammabile che potrebbe aver dato al rogo un epilogo imprevisto. L’erba all’interno del campo non è molto alta, il che rende piuttosto difficile che il fuoco possa aver avuto una violenza tale da carbonizzare il corpo. Molto più probabile, invece, che il decesso possa essere stato causato da asfissia dopo un precedente malore. L’intera area viene transennata per permettere i rilievi di polizia scientifica e il prelievo di reperti utili a chiarire ogni aspetto della vicenda. La notizia in un attimo fa il giro delle frazioni di Preturo suscitando commozione.
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