Museo della Perdonanza, un passo avanti

Approvati i criteri per affidare l’intervento, ma la struttura difficilmente sarà pronta entro fine mese
L’AQUILA. Vanno avanti le procedure per la realizzazione del museo interattivo della Perdonanza che però al 99 per cento non sarà aperto per la Perdonanza di quest’anno. Nei giorni scorsi, con una determina dirigenziale, è stata approvata la «modalità di scelta del contraente finalizzata alla procedura di affidamento dei lavori mediante procedura negoziata senza bando». Un importante passo in avanti verso la realizzazione del museo che sorgerà in via Sassa e che vuole essere un percorso strettamente legato ai luoghi di Celestino e alla sua storia, attraverso un linguaggio contemporaneo.
Il costo preventivato per la realizzazione delle sale espositive è un milione di euro. A fine 2021 l’incarico per la redazione dello studio di fattibilità tecnica ed economica è stato affidato all’architetto Giuseppe Cimmino. Nel marzo scorso la giunta ha approvato il progetto di fattibilità e, a fine aprile, sempre all’architetto Cimmino, è stato dato l’incarico per fare il progetto definitivo, consegnato al Comune il 16 giugno con allegati i pareri positivi di Asl e Soprintendenza.
Il museo dovrebbe essere composto da sette stanze, una nell’altra, allestite tramite una ricerca materica e morfologica ispirata alla vita del Papa. La prima sala sarà dedicata alla figura di Celestino V con la proiezione di un cortometraggio che cala il visitatore nell’atmosfera del Duecento. La seconda sarà dedicata all’immersione nel corteo della Perdonanza, con l’esposizione dei costumi originali, e i documenti sulla festa e gli spettacoli che accompagnano l’apertura della Porta Santa. Negli ultimi due ambienti, l’attenzione è incentrata sulla costruzione della storia della Perdonanza patrimonio immateriale Unesco e del fuoco del Morrone, attraverso una parte multimediale e uno schermo interattivo dove si potrà approfondire anche il significato della Bolla del perdono. Il museo si conclude con una stanza dedicata al merchandising, con prodotti di artisti e artigiani locali.
Dopo le polemiche dei mesi scorsi, non si è parlato più del murales che dove essere realizzato lungo la parte di cemento che costeggia via Caldora. Dovevano esserci le immagini della vita di Celestino V: non è chiaro se sia un ritardo tecnico burocratico o se l’idea è stata abbandonata.
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