Museo interattivo della Perdonanza: corsa contro il tempo

Sono ripartiti i lavori dopo un lungo stop durato sette mesi L’apertura, più volte rinviata, ora è prevista per il 2024
L’AQUILA. Dopo uno stop durato più di sette mesi, hanno ripreso il via i lavori per la realizzazione del museo interattivo della Perdonanza. Sospesi lo scorso 16 gennaio, pochi giorni dopo la consegna (avvenuta il 30 dicembre 2022), le opere sono ripartite a fine agosto. È quanto si evince da una determina dirigenziale dei giorni scorsi, che prevede il pagamento alla ditta “Consorzio stabile Quattroemme”, che si occupa dei lavori, dell’importo di circa 80mila euro, relativo all’anticipazione contrattuale del 30%, sull’importo di contratto di circa 240mila euro. I fondi sono stati individuati tramite una richiesta di finanziamento del Pnrr per il sisma. La realizzazione del museo era stata stabilita già a fine 2022, con una deliberazione di giunta, ma sembra ancor più urgente in considerazione della candidatura dell’Aquila a Capitale Italiana della cultura 2026, titolo a cui aspirano anche altre 15 città italiane. Il museo sorgerà in via Sassa e vuol essere un percorso strettamente legato ai luoghi di Celestino e alla sua storia, attraverso un linguaggio contemporaneo. Il progetto iniziale prevedeva l’apertura del museo già per lo scorso agosto, ma l’iter è stato più lungo di quanto preventivato: a fine 2021 è stato affidato l’incarico per la redazione dello studio di fattibilità tecnica ed economica all’architetto Giuseppe Cimmino, a marzo 2022 la giunta ha approvato gli elaborati, a fine aprile, sempre all’architetto Cimmino, è stato dato l’incarico per fare il progetto definitivo, consegnato al Comune a metà giugno con allegati i pareri positivi di Asl e Soprintendenza. Una tempistica che ha fatto optare per il rinvio dell’apertura del museo al 2023. Anche questa data, tuttavia, sembra ormai molto difficile da rispettare e con ogni probabilità l’inaugurazione slitterà al 2024, presumibilmente prima della prossima edizione della Perdonanza. L’esposizione dovrebbe essere composto da sette stanze, una nell’altra: la prima sarà dedicata alla figura di Celestino V, la seconda al corteo della Perdonanza. Negli ultimi due ambienti l’attenzione sarà incentrata sulla costruzione della storia della Perdonanza patrimonio immateriale Unesco e sul fuoco del Morrone. L’ultima sala verrà dedicata ad artisti e artigiani locali.

