Musica e palloncini colorati in volo L’abbraccio della città a Fabiocchi

12 Ottobre 2023

Folla commossa a Collemaggio per l’ultimo saluto a Ilaria, l’architetta e pittrice scomparsa a 53 anni Le parole cariche di dolcezza di don Luigi Abid Sid e dell’amica di sempre. E alla fine il lungo applauso 

L’AQUILA. Una folla commossa si è radunata ieri pomeriggio alla basilica di Collemaggio per l’ultimo saluto a Ilaria Fabiocchi, l’architetta e pittrice, strappata all’affetto dei suoi cari a causa di una rara forma di meningite che non le ha lasciato scampo. In chiesa parenti, amici, colleghi o semplici conoscenti, tutti stretti in un abbraccio carico di dolore. Il feretro ha fatto il suo ingresso nella basilica sulle note di “C’era una volta il west” di Ennio Morricone, eseguite dal maestro Giulio Gianfelice e dal soprano Katia Di Michele, anche loro visibilmente commossi. Sulla bara una foto della 53enne che la ritrae in tutta la sua solarità. A celebrare il rito funebre don Luigi Abid Sid, che ha rivolto dolci parole ad Alisia. la figlia 18enne di Ilaria, che le somiglia tantissimo. «Cara Alisia, mamma Ilaria non è soltanto la parte migliore di te, ma è in te, vive in te. Perché se noi contempliamo il tuo sguardo, i tuoi occhi, vediamo lo sguardo di mamma Ilaria» ha esordito don Luigi nella sua omelia. E poi ha proseguito: «L’opera di Ilaria non è incompiuta. Ilaria ha trasmesso la bellezza e il bello del creato, che esprime il bello di Dio. Ha compiuto meraviglie. Il mondo, la nostra città, hanno bisogno di bellezza».
Poi, rivolgendosi agli amici di Alisia li ha esortati: «Cari giovani, siate l’esperienza a colori di questa città. Siate sempre più innamorati di Dio». Quindi ha rassicurato tutti quelli che oggi la piangono: «Ilaria continuerà a guardare ciascuno di voi dalla finestra del Paradiso e continuerà ad essere con voi diversamente. Il suo corpo è stato colpito dalla realtà del male, ma la sua anima vive in eterno. E la sua anima è rimasta integra e bella per il Signore». Dopodiché ha aggiunto: «Strade difficili spesso portano a destinazioni meravigliose. Anche per Ilaria ci sono stati momenti difficili, di prova, ma il percorso della sua vita ha avuto una destinazione meravigliosa: il regno di Dio, cioè il paradiso». Infine ha concluso: «Ilaria ha vissuto una vita di gioia e passione per quello che faceva. Il mondo ha bisogno della stessa passione e della stessa gioia di Ilaria. Ed è questo l’insegnamento che ci lascia: credere che, al di là del grigiore della vita, possiamo sempre realizzare una realtà a colori. Questo è il tesoro che Ilaria ci lascia. Ed è un tesoro che siamo chiamati a custodire, a trasmettere e coltivare. Se vogliamo vivere in comunione con lei dobbiamo seguire le sue orme». A seguire la lettura di una poesia da parte di Roberto Biondi, fratello del sindaco dell’Aquila, dal titolo “Chi ha il vento contro in mezzo alla bonaccia”, una preghiera in rima rivolta al Signore perché custodisca l’anima di Ilaria e le riservi il meglio ovunque oggi si trovi. Quindi l’intervento dell’amica di sempre, Daniela Bontempo, che ha speso parole toccanti: «Continuerai a vivere nei tuoi quadri, nei tuoi colori. Loro ci parleranno sempre di te e tu non te ne andrai mai. Mica pensavi di sparire così? Ci lasci un grande vuoto, che noi riempiremo con i tuoi colori, con il suono delle tue risate e con il profumo dei tuoi meravigliosi capelli. Addio Ila». Parole composte, ma che hanno commosso tutti e che alla fine hanno raccolto un lungo applauso.
Al termine della funzione l’ultima benedizione sul sagrato della basilica e tanti palloncini colorati in volo, come si fa con i più giovani, come si fa con chi non muore mai.
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