Nasce la maglietta che ti dice come stai

5 Ottobre 2018

La “t-shirt smart” sarà prodotta all’interno del Tecnopolo d’Abruzzo: è in grado di rilevare parametri bio-vitali

L’AQUILA. I nostri nonni la chiamavano maglietta della salute, da indossare in ogni stagione per evitare malanni e raffreddori. A distanza di decenni la t-shirt che ti dice come stai è una realtà. Bella, tecnologica, innovativa, funzionale e performante, in grado di rilevare i parametri bio-vitali, elettrocardiogramma e respirazione, utilizzando una semplice app per cellulare e tablet.
MAGLIETTA INTELLIGENTE. La maglietta “intelligente”, la prima del genere al mondo, presentata nella sede del Tecnopolo d’Abruzzo, porta la firma di Caterina Casale, amministratore delegato della Let’s Webearable Solutions, la start-up che, nel giro di sei mesi, produrrà la smart t-shirt, proprio all’interno del Tecnopolo. Interamente in fibra tessile, compresi i sensori di rilevazione dei dati, la maglietta, che ha suscitato l’interesse di diverse aziende pronte a metterla sul mercato, avrà svariati campi di applicazione: quello sportivo, da cui è partita Let’s per la sperimentazione, del mondo del lavoro, per le imprese che necessitano di tenere sotto controllo i dipendenti sottoposti a lavori usuranti, e socio- sanitario, per il monitoraggio della salute di anziani soli. L’obiettivo, nell’arco di qualche anno, è arrivare alla certificazione della smart t-shirt come dispositivo medico. La Let’s, nata a gennaio 2016, ha usufruito del bando Smart &Start di Invitalia e, successivamente, di un finanziamento del Mediocredito per un totale di 1 milione e mezzo di euro.
IL PROGETTO. «Abbiamo deciso di valorizzare il nostro know how universitario, basato sui sensori tessili, coinvolgendo anche altri ricercatori di atenei di Bologna, Cagliari e Roma», ha spiegato Casale, «e siamo arrivati, dopo tre anni di ricerca, a ottenere un prototipo preindustriale. Si tratta di una maglietta 100 per cento tessile che, indossata, rileva i parametri bio-vitali dell’organismo, senza risultare invasiva e in modo del tutto affidabile, attraverso dei sensori integrati nel tessuto che rilevano l’elettrocardiogramma, la frequenza e la profondità del respiro».
TECNOPOLO. Il presidente di Let’s, Giancarlo Innocenzi Botti, ha evidenziato «il ruolo importante del Tecnopolo nell’insediamento di giovani aziende innovative come la nostra», mentre il sindaco Pierluigi Biondi ha sottolineato «i passi avanti compiuti, in questi anni, dal Tecnopolo, emblema della crescita che sta vivendo la città». Il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, ha rimarcato l’importanza «di puntare sulla ricerca e innovazione come elemento fondamentale per stare al passo con la modernità e, addirittura, anticiparla». Il direttore generale del Tecnopolo, Roberto Romanelli, nominato vicepresidente di Let’s ha ripercorso le fasi che hanno portato, negli ultimi 5 anni, alla rivitalizzazione dell’ex polo elettronico «con impegni, investimenti, un completo restyling, creando un ecosistema industriale capace di fare da incubatore di imprese innovative». Presenti, tra gli altri, Beatrice Fraboni (Università Bologna), Massimo Sacchetti (Università di Roma Foro Italico), Antonio Nardelli, (PriceWaterHouseCoopers) e Fabio Graziosi (Università dell’Aquila).
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