Nasce Maia, l’acqua “celebrata” da Ovidio

Sarà imbottigliata da Spumador da metà aprile: prevista una produzione di 8 milioni di pezzi all’anno
SULMONA. La patria di Ovidio, nota in tutto il mondo non solo per i confetti ma per le sue “gelide e ricche acque”, cantate dal vate sulmonese in una delle sue più celebri opere, ha finalmente anche la sua acqua minerale. Da metà aprile la Spumador, azienda del Gruppo Refresco che ha rilevato dal 2012 lo stabilimento ex Campari, avvierà anche l’imbottigliamento dell’acqua minerale. Una notizia che arriva dopo una lunga attesa di tre anni spesi dalla Spumador per ottenere le necessarie concessioni regionali e che è stata ufficializzata nell’incontro di lunedì scorso tra azienda e sindacati. Si chiamerà “Maia” nome mitologico che per le genti d’Abruzzo rappresentava la Dea madre. Da qui il nome della Maiella da dove sgorgano le acque imbottigliate nello stabilimento sulmonese. La produzione prevista è di 8 milioni di pezzi all’anno che porterà benefici anche ai livelli occupazionali in costante crescita dal 2012 quando si iniziò con 5 operai a 91 dipendenti con contratto a tempo interinato e 29 a tempo determinato. Ma le buone notizie per lo stabilimento Spumador non finisco qui. Nel consuntivo 2018 che ha portato al conseguimento di eccellenti risultati (+14% sui volumi, 120 dipendenti e 341 milioni di pezzi prodotti), l’azienda ha annunciato un premio di 600 euro che detratta la tassazione porterà in busta paga 540 euro in più per ogni lavoratore. Risultati che hanno soddisfatto anche i sindacati: «Gli impegni assunti tra Fai Cisl, Uila Uil e l’azienda all’avvio della produzione nel 2012 sono stati ampiamente raggiunti e superati», spiega Franco Pescara, segretario generale Fai Cisl Abruzzo Molise, «basti pensare solo all’occupazione, prevista di 70 unità, oggi arrivata a 91 fissi e 29 stagionali con prospettive di crescita stabile. Mi preme, assieme al collega Leonardo Lippa, dare merito ai lavoratori ed al management aziendale per questi importanti risultati raggiunti. Realtà industriali come la Spumador che lavorano in zone a forte disoccupazione, devono essere tutelate perché rappresentano un segno di distinzione che conferma che quando c’è grande professionalità sia dei lavoratori che da parte dell’azienda, i risultati arrivano sempre». (c.l.)
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