Navelli, finito il restauro del crocifisso del ‘600

26 Marzo 2021

NAVELLI. È stato recuperato durante i lavori per riparare i danni che il terremoto ha causato alla chiesa di San Sebastiano a Navelli e domenica, alle 12, nella stessa parrocchia, sarà riconsegnato...

NAVELLI. È stato recuperato durante i lavori per riparare i danni che il terremoto ha causato alla chiesa di San Sebastiano a Navelli e domenica, alle 12, nella stessa parrocchia, sarà riconsegnato alla popolazione. Si tratta di un crocifisso in legno del XVII raffigurante la Passione di Cristo, opera unica nel suo genere. Su di essa sono dipinti i segni della Passione: la corona di spine, il velo della Veronica, il cuore sanguinante, le mani e i piedi chiodati, il cartiglio con l’acronimo di Gesù. Tutti questi elementi sono disposti all’interno della croce, seguendo un ordine “anatomico” e riportando alla mente il corpo del Cristo morente, senza però rappresentarlo effettivamente. La parte bassa del braccio verticale della croce, inoltre, è adornato da una predella di forma arcuata su cui è dipinta la Vergine Addolorata. Il crocifisso, quindi, era certamente utilizzato durante i riti della Settimana Santa.
La preziosa testimonianza di arte sacra si trovava sotto i detriti in un sottotetto della chiesa ed è stato recuperato durante la catalogazione delle opere della chiesa di San Sebastiano, fatta nel 2016 con il coordinamento della Soprintendenza unica per la città dell’Aquila e i Comuni del cratere e la supervisione del funzionario Caterina Dalia. Il recupero è stato definito nel 2018 dal Comune e dalla parrocchia di San Sebastiano, a seguito della richiesta del restauro di un’opera una tesi di laurea. «Ci apprestiamo a vivere con grande gioia questo momento che arriva proprio a ridosso della Pasqua», fa sapere il sindaco Paolo Federico. «L’opera non mancherà di colpire devoti e amanti dell’arte, soprattutto dopo l’eccellente lavoro fatto dai tecnici e dagli esperti che l’hanno restaurata e riportata a nuova vita». L'intervento è stato realizzato dalla studentessa Ilaria Giovannone, laureanda nel corso di restauro dell’Accademia di belle arti dell’Aquila, con la supervisione della restauratrice Berta Giacomantonio. I lavori si sono svolti con la direzione di Gianluigi Simone, funzionario dell’Ufficio beni culturali dell’arcidiocesi e condotti sotto la sorveglianza di Letizia Tasso, funzionario della soprintendenza aquilana. Gli interventi sul crocifisso hanno riguardato trattamento biocida, risanamento della struttura lignea, consolidamento degli strati dipinti, pulitura delle superfici lignee non decorate e della decorazione pittorica, stuccatura delle lacune, ritocco pittorico con selezione cromatica e verniciatura finale. Il costo del restauro è stato totalmente coperto con donazioni, senza alcun onere a carico dell’amministrazione comunale e della parrocchia.
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