Navelli, riapre la chiesa in Cerulis
Terminati i lavori di consolidamento post-sisma costati 961mila euro
NAVELLI. Riapre oggi la chiesa di Santa Maria in Cerulis a Navelli.
L’edificio sacro, danneggiato dal terremoto dell’Aquila che ne aveva decretato la chiusura, risale all’XI secolo, ma ha un’origine antichissima – dato che fu edificato sulle rovine di un tempio romano dedicato a Cerere – testimoniata dalla sua pianta irregolare, con tre navate e ben quattro altari maggiori. Nel corso dei secoli ha svolto una funzione importante come luogo di culto e di sepoltura, prima ancora dell’edificazione dell’adiacente cimitero. Si è trattato, dunque, di una grave perdita per il patrimonio culturale e religioso per tutta l’area dell’Altopiano di Navelli e della regione.
Oggi alle 15,30, grazie ai preziosi interventi di recupero e restauro che sulla struttura sono stati realizzati con la diretta collaborazione tra l’amministrazione comunale, i tecnici, il personale del ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo, nonché dell’Ufficio speciale per la ricostruzione che ha sede a Fossa, la chiesa tornerà a ospitare turisti e fedeli.
«Sarà una giornata di festa che segnerà un altro passo verso il recupero dei danni inferti dal sisma», ha detto il sindaco di Navelli Paolo Federico. «Con questa inaugurazione salgono a ben sette le strutture sacre del territorio comunale che abbiamo recuperato dopo i danni dei terremoti. Inoltre, come Comune, possiamo anche affermare di avere il 50 per cento della ricostruzione ultimata e certificata».
Per festeggiare la riapertura della chiesa, cittadini e fedeli si ritroveranno oggi alle 15,30 per una messa presieduta da monsignor Orlando Antonini e animata dal coro parrocchiale.
Alle 17, inoltre, i partecipanti si sposteranno nella sala consiliare del Comune di Navelli, dove si terrà un incontro pubblico. A questo appuntamento parteciperanno, tra gli altri, il primo cittadino del centro montano Paolo Federico, l’assessore regionale alle aree interne Guido Quintino Liris, monsignor Orlando Antonini, Stefano D’Amico, segretario regionale del Mibact Abruzzo, Raffaello Fico, dirigente dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere, Rocco Di Ciero, direttore dei lavori di restauro, Valerio Piovanello e Letizia Tasso, funzionari della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio.
Sulla chiesa sono stati realizzati interventi per il consolidamento e la messa in sicurezza per complessivi 961mila euro.
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