’Ndrangheta, la difesa chiede l’assoluzione di Ielo
L’AQUILA. L’udienza di ieri nel processo su presunte infiltrazioni della ’ndrangheta negli appalti della ricostruzione è stata caratterizzata dall’arringa dell’avvocato di Francesco Ielo, reggino,...
L’AQUILA. L’udienza di ieri nel processo su presunte infiltrazioni della ’ndrangheta negli appalti della ricostruzione è stata caratterizzata dall’arringa dell’avvocato di Francesco Ielo, reggino, per il quale il pm ha chiesto otto anni di carcere, il quale ha sostenuto l’inesistenza delle accuse invocando l’assoluzione.
Il processo si è interrotto lì in quanto è slittata l’attesa arringa dell’avvocato Attilio Cecchini e del suo collega, Vincenzo Salvi, a favore dell’unico aquilano coinvolto, ovvero l’imprenditore Stefano Biasini che per il pm deve stare in carcere per sei anni. Ma un’indisposizione dell’avvocato Cecchini ha reso inevitabile il differimento dell’udienza al 24 ottobre. Ma poi quasi certamente ve ne sarà un’altra, tra alcuni mesi, nella quale il collegio presieduto da Ciro Riviezzo inizierà una lunga camera di consiglio. Finora, in occasione di diversi interrogatori, la difesa di Biasini ha sempre sostenuto che l’imputato non si era reso conto di trattare con persone malavitose.
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