Negozi col segno più, prima volta dal 2009

Le aperture superano le chiusure, in centro si preferisce la ristorazione. Ma la crisi piega gli ambulanti in piazza Garibaldi
SULMONA. Per la prima volta negli ultimi dieci anni il bilancio del commercio cittadino si chiude col segno più. Nel senso che le attività aperte in un anno superano quelle chiuse. Non accadeva da tanto in città che la tendenza della crisi invertisse la sua curva, ma i nuovi dati sul comparto lasciano ben sperare. Nel 2018, infatti, sono state 10 le attività che hanno chiuso le saracinesche, ma sono state il doppio quelle che le hanno alzate. Il centro storico continua a essere il fulcro delle attività, con i maggiori movimenti di aperture e chiusure che si registrano proprio qui. Delle 10 attività chiuse, sette sono in centro storico. Ci sono poi i numeri parziali per il 2019: sono tre i negozi chiusi, dato che testimonia una certa inversione di tendenza in atto. I numeri, però, non sono ancora così stabili da poter cantare vittoria, tanto è vero che il mercato, invece, continua a far segnare il segno meno.
MALE GLI AMBULANTI. Venti ambulanti hanno lasciato piazza Garibaldi da gennaio 2018 ad ora. Quattordici cessioni si sono registrate nell’annualità 2018 e altre sei quest’anno. Negli ultimi anni, sotto la spinta dei diretti interessati, l’amministrazione comunale ha avviato la riforma del mercato, fino ad arrivare al restyling definitivo di piazza Garibaldi del 7 ottobre 2017. Il numero degli ambulanti è stato ridotto da 161 a 105, con la nuova planimetria che razionalizza l’occupazione del plateatico introducendo i corridoi di soccorso e dei disabili, applicando il cosiddetto concetto di “entrata libera”, un complesso di azioni finalizzate al miglioramento dell’accessibilità delle persone con disabilità ai banchi delle merci esposte. Ma per la Confesercenti e Fiesa la vera boccata d’ossigeno può arrivare con il riconoscimento del mercato storico. Il grande sforzo è stato fatto la scorsa estate con la modifica della legge regionale, ma la palla passa ora ai Comuni. Una proposta generata dall’analisi di dati storici che indicano l’anno 1.234 quale riferimento dell’istituzione del mercato e delle fiere di Sulmona, da parte di Federico II.
LOCALI SFITTI. Tornando al centro storico sono circa 39 i negozi chiusi o sfitti che si trovano lungo corso Ovidio, con 28 di questi concentrati sulla parte sud, cioè tra piazza del Carmine e Porta Napoli. A soccombere per la concorrenza dei supermercati e di attività in crescita in altre zone della città (via Papa Giovanni XXIII e via San Polo), dove ci sono uffici e servizi, sono soprattutto i piccoli negozi di quartiere e di vicinato. Quelli che da sempre costituiscono il tessuto socio-economico di Sulmona.
AVANZA L’E-COMMERCE. Incide anche l’evoluzione tecnologica, però, come dimostra l’aumento di negozi web o di imprese che si occupano di vendita con macchine automatizzate. Perché sono arrivati anche in città il commercio digitale e quello delle “macchinette”. L’e-commerce, l’ultima frontiera dello shopping, fa registrare così la sua presenza anche a Sulmona, coi giovani che recepiscono per primi le potenzialità del web e del mercato globale. Accanto alle novità in fatto di commercio, però, si stanno riscoprendo le vecchie attività di quartiere e i negozi di vicinato, che tornano a fare capolino tra un bar e un rivenditore di confetti. Restano, poi, le preferite quelle di ristorazione, con nuove aperture registrate anche nell’ultimo mese.
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