Negozi in centro, un Natale deludente

3 Gennaio 2019

I commercianti chiedono più servizi: lungo il corso c’è un solo sportello bancomat. Via Tre Marie totalmente al buio

L’AQUILA. Tanti aquilani in centro storico per le festività, pochi turisti e acquisti a picco. Addirittura in calo rispetto allo scorso anno, eccezion fatta per bar e ristoranti. Il luminosissimo Natale aquilano non ha prodotto l'effetto commerciale sperato. E se su scala provinciale, come confermano i dati della Confcommercio, «si è avuta una sostanziale tenuta dei consumi, con il settore alimentare a fare da traino», gli esercenti del centro continuano a fare i conti con incassi al limite della sopravvivenza.
Per Celso Cioni, direttore regionale dell'Associazione commercianti, la chiave di lettura è semplice: «Gli eventi e le iniziative di animazione possono fare da supporto, ma non vanno concentrate nei periodi di festa, per poi calare il sipario sul resto dell'anno. La rinascita del centro è legata a fattori strutturali: riposizionamento degli uffici, parcheggi, potenziamento del trasporto pubblico e servizi bancari».
QUANTO SI È SPESO. Va fatto un doveroso distinguo. Dai dati della Confcommercio risulta un incremento dell'1% nelle vendite del settore alimentare in provincia dell'Aquila, mentre ha tenuto anche il comparto tecnologico, uno dei più gettonati, con un +0,5%, mentre l'editoria si è mantenuta sostanzialmente stabile. «I consumi hanno retto, ma senza grandi segnali positivi», dice Cioni, «è andata meglio a bar, ristoranti e pub».
LA VOCE DEI NEGOZIANTI. Diversa l'analisi dei consumi e degli acquisti dentro le mura, dove prima del sisma risiedevano 10 mila persone, oggi appena 3 mila, e transitavano dai 5 mila ai 10 mila utenti. «Di gente in centro ne è arrivata tanta, per lo più aquilani», afferma Laura Caliendo, di Oroart, «venuti, però, solo a passeggiare. I turisti erano pochissimi: quanto agli acquisti sono andati decisamente al ribasso. All'Aquila si continua a spendere poco. Selfie e foto davanti alle luminarie non portano incassi». Al centralissimo bar del Corso qualche turista si è visto a Natale, «per lo più sciatori che scendevano dal Gran Sasso, ma nulla di più». Quadro desolante anche per Antonio De Ritis, titolare dell'omonima gioielleria ai Quattro Cantoni. «Natale magro», afferma, «le vendite sono addirittura diminuite rispetto allo scorso anno».
NOI AL BUIO. In via 3 Marie hanno riaperto tre attività, tra cui una profumeria artistica. «Durante la settimana non si è venduto moltissimo, ma nel week end è andata meglio, anche se non possiamo fare una comparazione con lo scorso anno, avendo aperto da un mese», spiega uno dei titolari, Marco De Silvestri, «tutto sommato non ci possiamo lamentare, anche se la nostra strada era completamente al buio. Lo abbiamo segnalato al sindaco, Pierluigi Biondi: ci è stato risposto che avevamo le luci del cantiere vicino. Di contro, però, dobbiamo pagare 600 euro di tasse per l'insegna del negozio».
INIZIATIVE SPOT. «Il rientro dei commercianti in centro deve essere accompagnato da iniziative strutturali e cadenzate durante tutto l'anno: è la proposta che avanzeremo al prossimo tavolo di concertazione con il Comune, a metà gennaio», sottolinea Cioni, «non serve concentrare gli eventi a Natale e ad agosto, lasciando il resto dell'anno scoperto. Bisogna riposizionare gli attrattori e gli uffici pubblici in centro, individuare i parcheggi, potenziare il trasporto e creare manifestazioni continuative. La chiesa delle Anime Sante ha avuto un flusso di visitatori straordinario, segno che l'identità della città non si è persa».
BANCHE LATITANTI. La Confcommercio fa notare «l'assenza di istituti bancari in centro. Considerando il ruolo sociale delle banche, dovrebbero essere le prime a tornare», conclude Cioni, «c'è solo uno sportello della Banca di credito cooperativo Gran Sasso e un bancomat Carichieti. Tutte le altre, perché non rientrano?».
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