Negozi, una lenta ripresa: «Servono ancora sostegni»

Le associazioni: «Città piene, ma lievissimo aumento di vendite. Ci vorrà tempo» Un disastro per gli ambulanti: «Incassi dimezzati rispetto allo scorso anno»
L’AQUILA. Una ripresa lenta e difficile. Il commercio, in città, prova a ripartire dopo mesi di chiusure e attività a singhiozzo.
Ma gli affari non decollano. Pochi clienti e tante spese di gestione, che pesano su un bilancio con il segno negativo, condizionato dal calo di fatturato “dell'anno nero” della pandemia. I titolari delle attività commerciali e artigianali chiedono sostegni e aiuti concreti.
Da soli, temono di non farcela. Si spera nella bella stagione e nell’arrivo dei turisti per invertire la rotta.
COMMERCIO IN GINOCCHIO. «Qualcosa si sta muovendo», afferma Roberto Donatelli, presidente Confcommercio della provincia dell’Aquila, «le riaperture decretate dal Governo hanno sortito un primo effetto, quello di riempire, di nuovo, le città. I clienti sono tornati a frequentare i negozi, anche con la voglia di spendere, dopo un periodo di buio totale, ma siamo solo all’inizio. Ci vorrà del tempo per far crescere il fatturato delle piccole imprese, artigiani e commercianti, che sono in grande sofferenza. La campagna vaccinale procede velocemente e la bella stagione dovrebbe fare il resto: i presupposti per la ripartenza ci sono, ma i numeri risultano ancora molto bassi». Secondo Donatelli «l’incremento delle vendite, nelle ultime settimane, è stato lievissimo. Manca la fiducia da parte di esercenti e consumatori. Il nuovo decreto Sostegno bis porterà altri ristori per le imprese più colpite, ma noi vogliamo lavorare e riprendere il rapporto con la clientela, bruscamente interrotto a causa del Covid».
MANCA LA LIQUIDITÀ. «Costi aziendali troppo alti e mancanza di liquidità».
È l’aspetto messo in evidenza da Agostino Del Re, direttore della Cna della provincia dell’Aquila, che fa riferimento ai dati Istat.
«Dopo il lungo periodo di chiusure», evidenzia Del Re, «il 44% delle imprese, soprattutto di piccole dimensioni, rischia di abbassare la saracinesca definitivamente. Alla decisione del Governo di dare il via alle riaperture, che comporteranno una graduale ripresa, vanno affiancati interventi strutturali, di sostegno alle attività commerciali e agli artigiani. Le vendite sono ancora troppo basse e non riescono a colmare il gap che si è creato negli ultimi mesi, con un crollo che oscilla, in media, tra il 50% e il 70% degli incassi».
IN AFFANNO BAR E RISTORANTI. Da un recente sondaggio della Confesercenti si evince che il 62 per cento delle imprese della somministrazione non riesce a recuperare il fatturato perso, nonostante le riaperture.
«Un dato preoccupante», evidenzia Carlo Rossi, responsabile delle sedi della provincia dell’Aquila della Confesercenti, «il miglioramento delle condizioni climatiche e la campagna vaccinale dovrebbero spingere la ripartenza, ma le vendite non decollano. Abbiamo davanti ancora mesi difficili, servono aiuti economici e sostegni».
Anche il commercio ambulante è in ginocchio. «Il settore è fermo», sottolinea Alberto Capretti, presidente Fiva-Confcommercio della provincia dell’Aquila, «i mercati sono poco frequentati, siamo ancora ad un -50% di incassi rispetto allo scorso anno. Come Fiva metteremo in campo delle iniziative per incentivare il turismo e il commercio così da far ripartire l’economia».
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