Negozianti furiosi: «Qui niente luminarie»

9 Dicembre 2021

Dall’ultimo tratto del Corso arriva la critica al Comune di aver interrotto le luci a “metà strada”

L’AQUILA. «Il corso dell’Aquila ha un inizio e una fine, non si può scegliere di illuminare la strada principale della città fino all’angolo con la Standa lasciando “al buio” una pezzo di via». Insomma le luminarie “monche” sistemate lungo corso Federico II non sono per niente piaciute ai negozianti di questo tratto di strada che si sono rivolti al Centro per esprimere tutto il loro rammarico. Dopo l’accensione delle luci in piazza Duomo e dintorni più di qualcuno si è sentito escluso dalla “festa” proprio a due passi dal cuore pulsante della città che si è illuminata per le festività nel giorno dell’Immacolata Concezione come tradizione vuole.
«Ci sentiamo abbandonati», tuona la titolare della gioielleria Armenia di corso Federico II, verso la Villa, facendosi portavoce di tutti i negozianti dei dintorni. «Quasi tutto il corso e la piazza sono stati illuminati, mentre questo pezzo di strada è al buio. E noi ci chiediamo il perché. La giunta forse non aveva i soldi per altri pochi metri di luci?», si domanda la commerciante con un pizzico di sarcasmo. «Non è accettabile che gli addobbi natalizi si interrompano bruscamente all’altezza dell’angolo con la Standa senza proseguire fino alla fine della strada». E mentre a pochi passi, in piazza, è tutto acceso per dare il via al conto alla rovescia in vista del Natale, tra alcuni negozianti del centro serpeggia il rammarico per quelle luminarie che sembrano lasciate a “metà strada”. «Sono stata tra le prime attività a riaprire in centro», conclude la titolare della gioielleria Armenia, «e questo non è il trattamento che merito dagli amministratori». (f.d.m.)
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