«Nel decennale lo Stato ci richiede i soldi»

13 Gennaio 2019

Piccinini (familiari vittime sisma) accusa: finora nessuna risposta dal premier Conte alla richiesta di un incontro

L’AQUILA. «È iniziato l’anno in cui ricorre il decimo anniversario del terremoto e il 2019 si apre con una nuova udienza, che si terrà domani all’Aquila, dove pendono ancora le cause che la presidenza del Consiglio ha intentato contro le famiglie delle vittime. Addirittura l’Avvocatura dello Stato ha chiesto la provvisoria esecuzione per somme da noi familiari contestate in toto. Questo è segno dell’accanimento con cui lo Stato persegue questo giudizio e le famiglie delle vittime del sisma del 2009».
Così l’avvocato Maria Grazia Piccinini, di Lanciano, mamma di Ilaria Rambaldi, una delle 309 vittime del sisma dell’Aquila e presidente della Onlus che porta il nome della figlia. A stretto giro arrivano le dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio. «Allucinante. Al danno la beffa», ha commentato, «ma, a differenza dei precedenti governi, che hanno messo la testa sotto la sabbia promettendo e non facendo, anzi proseguendo nella richiesta di restituzione, ci impegneremo a trovare una soluzione. Mi attiverò personalmente perché sia bloccata la pretesa di immediata esecuzione della richiesta di restituzione e troveremo una soluzione».
In precedenza, (governo Renzi), «la presidenza del Consiglio», scrive Piccinini, «aveva chiesto la restituzione della provvisionale data in seguito al processo alla Grandi Rischi. Processo che in via definitiva ha visto la condanna dell’ex vicecapo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis, che ha avuto 2 anni di reclusione per omicidio colposo e lesioni in relazioni alle rassicurazioni infondate date alla popolazione aquilana alla vigilia del sisma. Lo Stato, dopo la sentenza di primo grado, in cui erano stati condannati tutti i membri della commissione, aveva elargito provvisionali. A seguito dell'assoluzione, in Appello, di 6 dei 7 componenti della commissione, con contemporanea estromissione dal processo di numerose parti civili costituite, lo Stato, con atto di citazione, ha chiesto indietro i soldi. Fatti analoghi sono accaduti ai familiari delle vittime della Casa dello Studente».
«Ai tempi del Pd, in sede di Question time», riprende Piccinini», l’onorevole Finocchiaro aveva assicurato che il governo era intenzionato a trovare una soluzione. Cambiato il governo, dimenticato tutto. Allora nel giugno 2018, ho inviato una pec al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella quale lo informavo dell’esistenza di queste cause e chiedevo un incontro per cercare di sistemare la vicenda, anche perché, sin dal primo momento, il premier, nelle sue varie e innumerevoli apparizioni, ha dichiarato di essere “l’avvocato degli italiani” e di voler incontrare le persone che glielo chiedono. Non ho mai avuto risposta. Inoltre dal 13 ottobre 2009 langue, chissà dove, una mozione votata all’unanimità dalle forze politiche in parlamento, che affermava la volontà del governo di riconoscere lo status di vittime del lavoro ai morti del terremoto del 6 aprile. Nessuno si è mai interessato veramente a questa drammatica vicenda, senza prenderci in giro, senza burlarsi di noi e della nostra tragedia».
«Veniamo classificati», dice, «nella categoria terremotati, ma a differenza di altri che sono stati risarciti, a noi, che abbiamo lutti in casa, non hanno trovato una forma di risarcimento e indennizzo che superi lo zero. Noi non abbiamo avuto nulla, se non guai giudiziari e la presidenza del Consiglio che ci scaglia contro l’Avvocatura dello Stato che chiede la provvisoria esecuzione. Ho sentito, in questi giorni, che forse c’è una sensibilità diversa verso le tragedie che hanno colpito l’Abruzzo, e che ci sono anche fondi già disponibili. Vorrei augurarmi che non si vorranno fare categorie tra le stesse: sciagure di serie A, di serie B e via di seguito. Lo troverei disgustoso». (g.g.)
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