Nel Forte Spagnolo anche laboratori di restauro e ricerca

Il Comune sblocca il progetto per arricchire il museo Sarà attivato alla fine dei lavori di adeguamento sismico
L’AQUILA. Non solo museo: una volta terminati i lavori di adeguamento sismico e restauro, all’interno del Castello cinquecentesco, oltre alle esposizioni permanenti, verranno attivati laboratori di restauro e di ricerca. L’ambizioso progetto, presentato lo scorso anno dall’allora direttrice del Munda, Maria Grazia Filetici, sembra prendere man mano forma. Nei giorni scorsi, infatti, con una determina dirigenziale, il Comune dell’Aquila ha formalmente costituito l’Unità tecnica di verifica (Utv) dell’intervento del piano complementare “L’Aquila castello cinquecentesco, via Colecchi, museo nazionale d’Abruzzo: musealizzazione, laboratori di restauro e ricerca, nuovi depositi, accessibilità e superamento barriere architettoniche”.
Il TEAM DI VERIFICA
L’Unità, formata da personale interno all’ente (i tecnici Roberto Evangelisti, Lucio Nanni e Carlo Cafaggi) risponde alla richiesta dell’Ufficio speciale per la ricostruzione di validazione della progettazione definitiva, prima di dare il via all’appalto. «Il decreto legislativo 50/2016 prevede che: la stazione appaltante, nei contratti relativi ai lavori, verifichi la rispondenza degli elaborati progettuali ai documenti, nonché la loro conformità alla normativa vigente», si spiega nel documento, «la verifica ha luogo prima dell'inizio delle procedure di affidamento; nei casi in cui è consentito l’affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione, la verifica della progettazione redatta dall'aggiudicatario ha luogo prima dell'inizio dei lavori. Per quanto sopra è necessario, prima di procedere all’appalto effettuare la verifica della progettazione definitiva propedeutica alla sottoscrizione della validazione da parte del rup». Fino alla somma di un milione di euro, la verifica può essere effettuata dagli uffici tecnici delle stazioni appaltanti.
IL PROGETTO
Il progetto per il rientro del museo nei locali del Castello è stato stilato già lo scorso anno, dall’ex direttrice Filetici che a novembre 2021 ha lasciato l’incarico nelle mani di Federica Zalabra, direttrice regionale dei musei d’Abruzzo. Il Forte spagnolo sarà riaperto per sezioni e ospiterà il museo gradualmente. Si intende, inoltre, attivare dentro al Castello una vera e propria officina del restauro, in modo da eseguire frequenti ricognizioni nei diversi depositi per monitorare lo stato di conservazione delle opere e intervenire in caso di rischio.
I LAVORI
Tra le possenti mura del Forte spagnolo e le impalcature di metallo, intanto, vanno avanti incessantemente i lavori di consolidamento e restauro, che hanno preso il via nel 2012. Dopo la conclusione del primo lotto (costato circa 14 milioni), si è passati al II stralcio di lavori. Il finanziamento per l’ultima tranche di opere è già stato approvato da parte del Cipess, per un totale di circa 26 milioni. I lavori finora hanno interessato il fronte d’ingresso al Castello cinquecentesco, il più danneggiato dal terremoto del 2009. Le ultime lavorazioni dovrebbero richiedere tempi più brevi.
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