Nel mirino lavori edili a casa Guarino

13 Marzo 2015

La procura: eseguiti gratis da un costruttore per «concussione ambientale». Il colonnello replica: sono tranquillissimo

L’AQUILA. Lavori edili in un’abitazione romana del colonnello fatti gratuitamente.

Il tutto a fronte di un ruolo istituzionale di rilievo che avrebbe indotto il costruttore (parte offesa) a sentirsi concusso. Una costrizione «ambientale» e, dunque, non facile da provare.

Questo sarebbe il nocciolo delle contestazioni mosse dalla procura della Repubblica al colonnello Savino Guarino ex comandante provinciale dei carabinieri, il quale è stato ascoltato ieri per tre ore da gip e pm in relazione a questa vicenda che poggia sulle dichiarazione di un imprenditore edile aquilano molto noto in città ma che al momento vuole restare sotto coperta.

Guarino, assistito dall’avvocato di fiducia, Antonio Milo, ha negato su tutti i fronti qualsiasi responsabilità. «Non mi sento tranquillo, ma tranquillissimo», ha detto poco prima di essere ascoltato dai magistrati.

Guarino, entrato in udienza con una grande borsa stracolma di documenti, ha fornito anche una serie di argomentazioni fornendo documentazioni a sua discolpa che ora dovranno essere vagliati dai pm Simonetta Ciccarelli e David Mancini che ieri si sono avvicendati nell’udienza presieduta dal gip Guendalina Buccella. Una di queste prove sarebbe davvero importante e potrebbe far vacillare il castello di accuse.

Alla fine dell’udienza, sulla scorta del convincimento della insussistenza delle accuse, l’avvocato dell’ufficiale ha chiesto la revoca della misura cautelare che prevede il divieto di avvicinamento all’Aquila, disposto per evitare un ipotetico tentativo di inquinamento delle prove.

Questa mattina ci dovrebbe essere il parere (necessario ma non vincolante) da parte della Procura sul quale deciderà il gip.

Le argomentazioni della Procura poggiano anche su alcune dichiarazioni che sono state rilasciate tempo addietro dall’imprenditore aquilano ma sono stati ascoltati anche alcuni tra i suoi dipendenti.

Nella vicenda, accusato di concussione in concorso, c’è anche l’ex city manager del Comune, Massimiliano Cordeschi, caduto in disgrazia dopo un’inchiesta su una presunta truffa in seguito a investimenti all’estero.

Un’imputazione per la quale c’è la una richiesta di rinvio a giudizio a suo carico insieme ad altre persone che verrà discussa tra alcuni giorni dopo un «immancabile» rinvio per problemi di notifica.

Cordeschi, buon amico del colonnello Guarino, lo avrebbe in qualche modo spalleggiato ma non sembra estraneo all’indagine la considerazione che anche l’imprenditore aquilano avrebbe dato soldi a Cordeschi per investirli. La clientela dell’operatore finanziario, al riguardo, era assai altolocata. Tra i suoi investitori anche numerosi professionisti aquilani, medici compresi. Va anche detto che a fronte di investimenti pessimi altri andarono a buon fine.

Stando alle carte sulla concussione, almeno al momento, non sono contestati altri episodi e non vi è il coinvolgimento per altre persone.

Ma se la Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto la misura cautelare per tenere l’indagato lontano dall’Aquila, vuole dire che, inevitabilmente ci sono degli aspetti che ancora devono essere sondati.

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