«Nell’hospice Casa Margherita calore e umanità»
L’AQUILA. «Il buio della malattia e la luce della nostra eccellenza sanitaria aquilana». Inizia così la lettera che Augusto Manilla, noto alpinista, e la figlia Giorgia hanno scritto a pochi giorni...
L’AQUILA. «Il buio della malattia e la luce della nostra eccellenza sanitaria aquilana». Inizia così la lettera che Augusto Manilla, noto alpinista, e la figlia Giorgia hanno scritto a pochi giorni dalla scomparsa della moglie, e madre, Anna Franca Santavicca.
«Una maledetta malattia», scrivono, «contro la quale abbiamo combattuto per oltre due anni. La consapevolezza che non avremmo vinto quella battaglia non ci ha mai fatto desistere e per mesi e mesi, spostandoci anche in altre eccellenze ospedaliere nazionali, abbiamo sempre rincorso promesse e speranze. La nostra corsa e i nostri affanni si sono fermati all’Aquila nell’hospice Casa Margherita dell’Asl 1, terapia del dolore, direttore il professor Franco Marinangeli».
«Peccato dover fruire di quella splendida struttura solo in un momento che nella vita non vorresti vivere mai», osservano i familiari.
«La pace e la serenità che in questo ambiente si vivono, nei silenzi ovattati e negli atteggiamenti di un personale competente e professionale trasformano il dramma del paziente e le tensioni dei parenti in momenti di sottile, purtroppo effimera, serenità. Grazie per quanto avete fatto per noi e soprattutto per Franca sia per l’alta professionalità dei medici che per le coccole sapienti, l’infinita umanità e la disponibilità, verso noi parenti, degli infermieri, degli operatori socio-sanitari e degli psicologi».
«Un’équipe puntuale e presente», concludono, «che opera con saggezza in un ambiente ordinato e pulito arricchito anche dal colore dei gerani sul davanzale di ogni finestra, un insieme che regala frammenti di luce nel buio opprimente che la malattia impone».

