Nella Marsica caso sospetto della variante sudafricana

25 Febbraio 2021

AVEZZANO. C’è preoccupazione nella Marsica per un caso sospetto di variante sudafricana, la mutazione del virus responsabile della seconda ondata a Sud dell’equatore. Il campione è stato già inviato...

AVEZZANO. C’è preoccupazione nella Marsica per un caso sospetto di variante sudafricana, la mutazione del virus responsabile della seconda ondata a Sud dell’equatore. Il campione è stato già inviato all’Istituto zooprofilattico di Teramo per essere analizzato. Al momento non si conosce se il paziente sia ricoverato in ospedale oppure si trovi in isolamento domiciliare, tantomeno se abbia manifestato sintomi oppure no. In caso di conferma si tratterebbe del primo caso di variante sudafricana registrato in Abruzzo. La mutazione del Covid19 cosiddetta sudafricana, per gli esperti 501Y.V2, ha una maggiore capacità di contagiosità. Al momento secondo la comunità scientifica i vaccini sembrano essere pienamente efficaci sulla variante inglese, mentre per quelle sudafricana e brasiliana si teme una diminuzione nell’efficacia. Il virus corre veloce in Abruzzo: secondo gli ultimi dati, nel Pescarese, territorio più colpito in questa fase della pandemia, la variante inglese è responsabile del 70% dei contagi. Sul resto del territorio, in particolare nel Teramano e nel Chietino, sono emersi anche i primi casi di variante brasiliana che all’Aquila ha infettato un sanitario che era stato vaccinato.
Ieri nella Marsica sono stati registrati 4 contagi a Celano e 3 ad Avezzano. Secondo i dati comunicati dall’assessorato regionale alla Sanità, i casi accertati in tutta la provincia dell’Aquila sono stati 48, mentre dei quattro decessi registrati nella giornata di ieri nessuno si riferisce al comprensorio.
Complessivamente nella Marsica i guariti sono 4.818. In isolamento domiciliare ci sono 355 persone sottoposte al monitoraggio dell’autorità sanitaria, i decessi causati dal Covid19 salgono a quota 198. Mentre i pazienti ancora ricoverati in ospedale sono 35, di cui tre in terapia intensiva. (f.d.m.)