Nella miniera in Belgio persero la vita 60 abruzzesi
L’AQUILA. La tragedia di Marcinelle avvenne poco dopo le 8 del mattino dell'8 agosto 1956. A circa un chilometro sotto terra, dove si estraeva il carbone, c'erano 275 minatori. La miniera del “Bois...
L’AQUILA. La tragedia di Marcinelle avvenne poco dopo le 8 del mattino dell'8 agosto 1956. A circa un chilometro sotto terra, dove si estraeva il carbone, c'erano 275 minatori. La miniera del “Bois du Cazier”, di proprietà statale, andò a fuoco e solo 13 minatori si salvarono. In 262 morirono. Più della metà, 136, erano italiani e di questi 60 erano abruzzesi di diversi Comuni tra i quali Manoppello (23 deceduti), Farindola, Lettomanoppello, Turrivalignani , Castel del Monte, Ovindoli, Rocca di Mezzo e altri ancora. Da quanto è stato ricostruito dalle indagini tutto fu causato da un carrello utilizzato per trasportare il carbone. Per un malinteso tra chi era nella miniera e i manovratori in superficie uno dei carrelli si bloccò nel montacarichi del pozzo del “Bois du Cazier”, privo di sistemi di prevenzione, provocando la rottura di un condotto di olio sotto pressione e di alcuni cavi elettrici che fecero scattare un'esplosione. L'incendio si propagò a tutta la miniera e per i quasi tutti i minatori non ci fu scampo. Dal 1990 la miniera del “Bois du Cazier” è un monumento storico, un luogo della memoria. Nel 2001 è stata introdotta “La Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” che ricorre ogni 8 agosto, anniversario di Marcinelle. A Manoppello ogni annosi svolge una toccante cerimonia a cura del Comune e delle associazioni del paes,tra cui “Marcinelle per non dimenticare”.(g.p.)
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