Nella sagrestia annerita dal fumo distrutto antico mobile intagliato

22 Ottobre 2021

Il bilancio dei tecnici della Soprintendenza delinea l’entità del danno di cui si cercano i responsabili Certificato dagli esperti il «crollo totale della parte centrale» del prezioso manufatto del XVI secolo

L’AQUILA. I lavori di restauro erano ormai praticamente terminati. La volta a incannucciata, finemente decorata a tempera, aveva recuperato i suoi bellissimi colori, come pure era tornato all’antico splendore il mobile ligneo con cassettiere risalente alla fine del XVI secolo (rimaneggiato nel corso del Settecento), che percorre tutti i lati dell’ambiente. Preziosi arredi della sagrestia dell’Arcivescovado che l’incendio divampato mercoledì ha gravemente danneggiato. La fuliggine e le polveri hanno coperto di un velo nero tutto, ma il mobile ligneo intagliato è quello maggiormente compromesso, come raccontano i tecnici della Soprintendenza per le province dell’Aquila e Teramo, diretta da Cristina Collettini.
SALVARE IL SALVABILE
È questa ora la parola d’ordine. A seguito dell’incendio sviluppatosi mercoledì scorso, infatti, sono state messe in campo sin da subito tutte le competenze al fine di porre in atto ogni azione di tutela volta alla conservazione e al recupero di quanto ancora salvabile. Per i rilievi e le successive indagini si sono attivati i carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale, ma anche il segretariato regionale dei Beni culturali e le autorità: sul posto l’architetto Augusto Ciciotti e il sindaco Pierluigi Biondi. Sia la soprintendente Collettini sia i funzionari di zona (Giovanna Ceniccola, Letizia Tasso e Antonio David Fiore) si sono recati immediatamente a vedere quanto accaduto, trovandovi già operativi i vigili del fuoco. Accompagnati da questi ultimi, non appena terminate le operazioni di spegnimento delle fiamme, hanno potuto accedere agli ambienti colpiti dall’incendio.
LAVORI IN FUMO
«Il fuoco appare avere interessato il vano della sagrestia, all’interno del quale i lavori di restauro volgevano ormai alla fase terminale», spiegano. «Avevano riguardato sia il consolidamento strutturale della volta a incannucciata, che il recupero dell’apparato decorativo a tempera di quest’ultima, come pure il restauro del mobile ligneo con cassettiere risalente alla fine del XVI secolo, in seguito rimaneggiato, che percorre tutti i lati dell’ambiente».
L’ANTICO MOBILE
«Proprio questo mobile da sagrestia ha subìto i danni maggiori, col crollo totale della parte centrale lavorata con porzioni a intaglio», continuano i tecnici. «Le altre parti perimetrali della struttura hanno subìto danni da bruciature e annerimento, ma sono perlopiù integre. Risultano anneriti da polveri e fumo nero anche il pavimento e la volta decorata dell’ambiente». L’attività messa in campo dai funzionari, su disposizione della soprintendente, è stata volta principalmente al recupero di quanto rimasto della parte centrale del mobile distrutta dall’incendio e a una prima verifica delle condizioni di tutti gli apparati decorativi fissi presenti nel vano. Infatti, a seguito delle operazioni di spegnimento portate avanti dai vigili del fuoco, i funzionari della Soprintendenza hanno provveduto a far recuperare e a catalogare e fotografare tutti gli elementi decorativi risparmiati in qualche modo dalle fiamme, al fine di ipotizzare un loro recupero conservativo.
UNA FORTE EMOZIONE
«Quanto accaduto ha sicuramente avuto su tutti noi un impatto molto forte», ha commentato Collettini. «Restiamo in attesa dei risultati delle indagini e delle perizie svolte dalle autorità competenti, alle quali si assicura massima collaborazione qualora lo ritengano utile. Sarà nostra cura, per quanto ci compete, valutare e accogliere tutte le possibili soluzioni che possano garantire un nuovo ritorno alla luce di questo spazio liturgico, già tanto colpito in passato».
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