Nelle aziende scatta la cassa integrazione

Dopo i 4 giorni di sciopero ora la LFoundry attende l’ok del prefetto, alla Fiamm Siapra per adesso è di una settimana
AVEZZANO. LFoundry attende l’ok del prefetto per attivare la cassa integrazione. Sono giorni frenetici nello stabilimento più grande del territorio, secondo d’Abruzzo per numero di dipendenti, dove in 1.000 sono al lavoro per portare avanti la produzione di memorie volatili e 400 sono a casa, grazie allo smart working.
DOPO LO SCIOPERO. Dopo l’accordo con i sindacati, all’inizio della prossima settimana è attesa la proposta alla prefettura di lasciare lo stabilimento aperto nonostante non rientri tra quelli previsti dall’ultimo decreto. I sindacati, dopo quattro giorni di sciopero, hanno chiesto e ottenuto l’attivazione della cassa integrazione per nove settimane, con tre giorni di lavoro e tredici a casa per ogni dipendente, oltre alla stipula di un’assicurazione sanitaria per tutti i lavoratori. A sancire l’avvio degli ammortizzatori sociali dovrà essere però il parere della prefettura. «Stiamo aspettando l’esame congiunto della cassa integrazione, che dovrebbe esserci nei primi giorni della prossima settimana», ha commentato Angelo Gallotti, segretario Uilm Uil L’Aquila Teramo. «Subito dopo verrà richiesto al prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, se l’azienda può rimanere aperta o meno, non rientrando tra quelle menzionate dal governo».
FIAMM SIAPRA. Intanto oggi è atteso un nuovo incontro alla Fiamm Siapra per l’organizzazione delle prossime settimane. L’azienda, che produce batterie per auto e industriali, ha attivato la cassa integrazione per i suoi 400 dipendenti per una settimana. Non è escluso che possa prorogarla, anche se solo per una parte degli operai, riattivando parzialmente la produzione.
HYDRO. Cassa per nove settimane anche alla Hydro di Aielli. Lo stabilimento produce profilati in alluminio e aveva chiesto per i 70 lavoratori gli ammortizzatori fino a domani, ma poi ha deciso di usufruire della cassa di 9 settimane messa a disposizione dal governo.
ASSUT EUROPE. Nove settimane di cassa anche per i 110 dipendenti della Assut Europe di Magliano, dove vengono prodotte suture chirurgiche di alta qualità. Non avendo più a disposizione materie prime, l’azienda ha deciso di attivare gli ammortizzatori.
EUROCONIC. Anche l’Euroconic, che produce cuscinetti per auto, ha chiesto la cassa di 9 settimane per i suoi 50 dipendenti. «Stiamo lavorando a pieno ritmo con le aziende», ha precisato Antonello Tangredi, segretario provinciale Fim-Cisl, «perché è impossibile non pensare alle persone che sono a casa senza stipendio».
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