Nessun favore alle ditte: prosciolto Cialente

L’AQUILA. Prosciolto dall’accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità l’ex sindaco Massimo Cialente. Scagionato, con lui, anche il funzionario comunale Fabrizio De Carolis. Lo ha...
L’AQUILA. Prosciolto dall’accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità l’ex sindaco Massimo Cialente.
Scagionato, con lui, anche il funzionario comunale Fabrizio De Carolis. Lo ha stabilito, ieri, il giudice per l’udienza preliminare Baldovino De Sensi, il quale ha ritenuto di non aderire alle tesi dell’accusa, sostenute in aula dal pubblico ministero Stefano Gallo.
La vicenda giudiziaria riguardante l’ex sindaco era una costola di un più ampio procedimento in larga parte già tutto archiviato, inerente ai rapporti dell’ex amministratore con alcune imprese impegnate nella ricostruzione.
In particolare, era stata rinviata davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale dell’Aquila, dalla sesta sezione penale della Corte di Cassazione (che aveva annullato un precedente proscioglimento da parte di altro giudice) la parte relativa alle asserite pressioni che l’ex sindaco avrebbe esercitato sul funzionario pubblico per ottenere il risultato del pagamento dei contributi – bloccati – per circa due milioni alla società Palomar-ex Consta. Dalla vicenda scaturirono stralci di intercettazioni telefoniche che tennero banco per mesi in città. Cialente, che si è sempre detto estraneo ai fatti contestati, parlò di «cupole in azione» in relazione a questa vicenda giudiziaria.
«Si chiude», ha dichiarato l’avvocato difensore Carlo Benedetti, «l’ultimo processo dell’era Cialente, il sindaco della ricostruzione della città dell’Aquila, l’uomo nelle cui mani sono passati circa 7 miliardi di euro. Con questa ultima sentenza si è ribadita, se mai ce ne fosse stato bisogno, il valore dell’uomo e del politico e della sua condotta politica e personale specchiatissima e autorevole».
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