Nessun veleno nell’area del pascolo
I cani non fiutano nulla, i bovini forse uccisi dalla gangrena gassosa
CELANO. Nuovo sopralluogo nel Parco regionale Sirente-Velino nella zona di pascolo sul monte Cornacchia, tra i comuni di Celano e Aielli, dove giovedì mattina sono state rinvenute le carcasse di sette mucche. Ieri sul posto i carabinieri-forestali, con i cani antiveleno, e Giancarlo Sociali, comandante della polizia locale di Aielli, per una perlustrazione.
Da un primo controllo, sembra che i cani non abbiano riscontrato la presenza di alcun tipo di sostanze velenose. Gli inquirenti stanno valutando ovviamente tutte le opzioni, per venire a capo di una situazione che sta preoccupando gli allevatori. Appena scoperte le carcasse, gli addetti ai lavori hanno prelevato dei campioni sui quali si stanno effettuando le analisi volte ad accertare le cause della morte delle mucche. Tra le cause non è esclusa quella della gangrena gassosa, infezione molto forte che si sviluppa rapidamente in particolari condizioni climatiche. Un germe che viene eliminato grazie a una profilassi antibiotica.
«Per fortuna non sono stati riscontrati ulteriori casi», ha fatto sapere il direttore del servizio veterinario Mario Mazzetti, «saremo pronti ad intervenire, non appena riusciremo a fare chiarezza sull’accaduto, con la profilassi adatta. Per ora», ha aggiunto, «sono stati avvisati i sindaci dei comuni interessati, allertati gli allevatori, i quali sono tenuti ad accudire i propri animali, a tenerli lontani dal luogo in cui le mucche sono state trovate morte e a segnalare eventuali patologie ai veterinari».
Mazzetti ha spiegato che questa patologia, ritenuta al momento la probabile causa dei decessi degli animali, non è rara. Ma il bestiame non vaccinato è a rischio. Per tale ragione va eseguita una profilassi antibiotica così da abbassare l’aggressività del germe che produce tossine e gas. (d.c.)
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