Nessuna certezza per il futuro dell’Aia dei Musei

Sei mesi fa il Comune ne ha riaffidato la guida alla De Sanctis Ma la convenzione è in scadenza e si rischia un altro stallo
AVEZZANO. «L’Aia dei Musei» di Avezzano non è un semplice museo archeologico, bensì un luogo di incontro tra ambiente, paesaggio, storia e archeologia in cui i marsicani possano riconoscersi e i visitatori compiere una visita piacevole e istruttiva». Sono parole con cui l’archeologa Anna Maria Reggiani, in occasione dell’inaugurazione, nel 2012, del polo museale nei locali ristrutturati dell’ex mattatoio, in via Nuova, sollecitava le istituzioni a cogliere l’opportunità che vi si offriva per una crescita culturale e una migliore conoscenza e valorizzazione del territorio. Dopo un avvio promettente, sotto la guida dell’esperta Flavia De Sanctis, ex assessore alla cultura e presidente dell’associazione Antiqua, che si era battuta per la nascita del museo e mandata via, inspiegabilmente, dall’amministrazione comunale dopo un anno, la struttura è stata abbandonata a se stessa. Che sia stato un errore l’hanno dimostrato due iniziative: «Archeologia a chilometro zero», promossa dalla Soprintendenza ai beni archeologici d’Abruzzo, e lo stanziamento di 250 mila euro da parte della Camera di Commercio dell’Aquila per la valorizzazione dei Cunicoli di Claudio. La prima, avviata nel 2016 e proseguita anche quest’anno, consiste nell’organizzare visite guidate ai più importanti siti archeologici della Marsica, che da subito ha avuto un grande successo. La seconda si propone la creazione di un Parco dell’Emissario di Claudio, dotato di servizi, e l’apertura di nuovi cunicoli, chiamati anche “discenderie”, oltre a quello del Ferraro, per dare la possibilità ai numerosi visitatori e agli studiosi, provenienti da tutto il mondo, di ammirare questa straordinaria opera di ingegneria idraulica. L’obiettivo cui le due iniziative mirano è la creazione di un circuito turistico-culturale che comprenda la visita ai siti di Alba Fucens, la Villa romana di Avezzano, Angizia, Marruvium, l’Emissario di Claudio e il museo della Preistoria di Celano. Esso però non può prescindere dal museo di Avezzano che ospita lapidi, epigrafi, stele funerarie, statue, portali di chiese distrutte dal terremoto del 1915, ma anche preziosi documenti per conoscere la storia del lago, i benefici che il suo prosciugamento ha arrecato alle popolazioni rivierasche e gli impatti negativi sull’ambiente. L’assenza dell’Aia dei Musei da tale “circuito” taglierebbe fuori Avezzano dai vantaggi economici derivanti dall'attività turistica. Riconosciuto lo sbaglio, il Comune, a febbraio, dopo 3 anni, ha riaffidato la gestione del polo museale, per sei mesi, alla De Sanctis. E il museo è tornato a svolgere la funzione per la quale era nato. Tra le iniziative va segnalata una mostra di due grandi artisti marsicani: Pasquale Di Fabio, venuto a mancare nel 1998, e il figlio Alberto. Ad agosto, però, la convenzione con la De Sanctis scade e non c’è chiarezza sul futuro.
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