«Nessuna religione può volere la guerra»

L’AQUILA. «Nessuna religione vuole la guerra, la guerra la vuole il terrorismo, non la religione». Parole di pace tra uomini di religioni diverse sono risuonate ieri sera, all’Auditorium del Parco,...
L’AQUILA. «Nessuna religione vuole la guerra, la guerra la vuole il terrorismo, non la religione». Parole di pace tra uomini di religioni diverse sono risuonate ieri sera, all’Auditorium del Parco, nel corso dell’incontro dibattito “Nessuna guerra è santa”, momento di incontro tra la comunità islamiche e le altre religioni. Il momento di riflessione sui temi dell’integrazione della lotta al terrorismo ha visto radunati numerosi esponenti della religione islamica in Abruzzo, tra cui Mustafa Batzami, imam di Teramo Martinsicuro,Mustafa Benouarara, imam di Pescara, Reshat Ibishi, presidente delle comunità islamiche in italia, Iatifa Belkacem, consigliere straniero al Comune di Pescara, Samiri Alhaj, presidente dell’associazione culturale “Al Fatah”. Insieme a loro il vicario generale dell’arcidiocesi, monsignor Alfredo Cantalini, e il prefetto Francesco Alecci. Padrone di casa il consigliere straniero del Comune dell’Aquila Gamal Bouchaib. L’incontro era dedicato alla memoria di Valeria Solesin, la giovane ricercatrice veneta uccisa nella serie di tragici attentati di Parigi dello scorso 13 novembre. «È certo che da quel momento è stato tutto più difficile», ha spiegato Gamal, «per questo abbiamo pensato di riunirci tutti insieme. Nessuna religione chiede la guerra, per questo ho chiesto un passo di responsabilità della nostra comunità e della comunità islamica regionale. Ognuno di noi prenda in mano un pezzettino dell’Aquila e dell’Abruzzo. Solo così, mano nella mano, tutti insieme possiamo lavorare per dare un futuro migliore ai nostri figli. Valeria era una italiana che emigrò inseguendo un sogno, un po’ come me», ha detto Bouchaib, «ma è stata sfortunata. Noi vogliamo fare di questa città un simbolo della pace nel ricordo di quelle vittime». «I criminali sono pochi», ha ricordato Gamal nel corso dell’incontro, «i terroristi pochissimi. Sono contento che ci sono esperti di altre religioni. Siamo qui per essere ascoltati, tutti insieme, perché se ognuno rimane chiuso nella sua ideologia non andiamo lontano». Nel corso della serata sono state trasmesse alcune videointerviste, tra cui quella della eurodeputata Cecile Kyenge, e alla fine sono state accese candele in memoria di Valeria Soresin e delle vittime del terrorismo.
Raniero Pizzi
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