«Nessuno mi deve tirare per la giacchetta»

Tutti la tirano per la giacchetta e la vorrebbero come il candidato perfetto, ma da quale parte sta il vicesindaco Trifuoggi? «Sta dalla parte della città dell’Aquila, e basta, da nessuna parte...
Tutti la tirano per la giacchetta e la vorrebbero come il candidato perfetto, ma da quale parte sta il vicesindaco Trifuoggi?
«Sta dalla parte della città dell’Aquila, e basta, da nessuna parte politica. Io sono convinto che debba essere amministrata da persone che vogliono bene a questa città, che siano disposte a impegnarsi, che siano cittadini specchiati, indipendentemente dalla loro provenienza ideologica o politica, perché qui non stiamo amministrando né lo Stato italiano, né l’Ue; si tratta di amministrare una città e per ottenere il suo benessere anche economico la ricetta è una sola: bisogna farla rinascere, e per farlo non si può che essere tutti d’accordo sui sistemi. Poi, magari, si potrà discutere sulle priorità, sui dettagli e le modalità. Ecco perché io ho detto: nessun accordo con formazioni politiche o partitiche. Questa città sta attraversando un momento di particolare difficoltà, a sette anni da un terremoto che si è sovrapposto a una crisi senza precedenti».
Quindi è possibile immaginare un suo movimento?
«Io ho pensato a delle liste civiche, anche se molti sono contrari, ritenendole la morte della politica. Probabilmente sì, ma non mi pare che la politica partitica sia viva, anzi è in crisi dappertutto, basti pensare all’emorragia dei votanti a ogni competizione elettorale. Significa che la gente è stanca di questi partiti».
Lei si è detto leale con questa maggioranza, ma qual è il momento per lei di prendere una posizione diversa?
«Guardi, io sto parlando di queste cose perché sono stato tirato per i capelli dalle dichiarazioni imprudenti, e che non ho sollecitato io e di cui ignoravo l’esistenza, del consigliere De Matteis. Ne parlo solo perché tutti mi chiedono che tipo di rapporti ho con lui. Ribadisco: non ho nessun tipo di rapporto con il movimento che De Matteis rappresenta e non lo avrò nemmeno dopo. Poi se De Matteis o altri, ammesso che io mi candidi, volessero darmi il loro voto personale, ben venga, ma niente di più. Qualcuno ha parlato di “regista” delle mie operazioni, ma io tutto sono stato fuorché un uomo di centrodestra. Io non ho registi, sono un politico totalmente autonomo. Certo, adesso mi sto impegnando in discorsi che poco si confanno alla mia veste di tecnico di questa giunta. Aspettiamo l’approvazione del bilancio comunale, perché io non voglio neanche considerare l’ipotesi dello scioglimento del consiglio comunale, che sarebbe letale per questa città. Un commissariamento significherebbe la fine di tante speranze, quindi io mi auguro che qualcuno metta riparo agli errori che sono stati sicuramente commessi nel non fornire a questa amministrazione le risorse sufficienti a fare fronte agli impegni amministrativi quotidiani. Aspettiamo l’approvazione del bilancio e, poi, prenderò le mie decisioni».
Marianna Gianforte
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