Neurochirurgia cancellata dal nuovo piano sanitario

9 Ottobre 2016

La Regione non prevede il reparto di Avezzano, da luglio 56 viaggi della speranza Anche Tordera, manager della Asl, esce allo scoperto: «Attuate le disposizioni»

AVEZZANO. Nessuno si faccia altre illusioni. La Neurochirurgia di Avezzano non c’è più, cancellata dall’ultimo piano sanitario della Regione. Il reparto chiuso il 2 luglio scorso, al centro di aspre polemiche e di promesse politiche buone per tutte le stagioni, non è previsto nell’ospedale di Avezzano.

Nel piano sanitario l’unica Neurochirgia della provincia è al San Salvatore dell’Aquila e nella Marsica si indica un generico “servizi”. Ad Avezzano, dove c’erano quattro posti letto e dove lavoravano due medici (uno è stato trasferito all’Aquila, l’altro è in malattia da luglio), è rimasto un ambulatorio attivo una volta a settimana.

E poco importa se da luglio ad oggi 56 pazienti sono stati trasferiti da Avezzano all’Aquila in quelli che un tempo venivano definiti i “viaggi della speranza”. Quei tempi sono tornati. E i casi di presunte inefficienze sono molteplici: a fine luglio una donna trasferita dopo ore di attesa e di recente il viaggio è toccato alla dottoressa di Scurcola Marsicana travolta da un’auto.

Il reparto nella Marsica era stato imposto da una sorta di sollevazione popolare avviata da Silvano Vicaretti colpito da una tragedia familiare. Nel 2002 l’inaugurazione in pompa magna. Poi la chiusura nel 2011 in seguito al pensionamento del neurochirurgo Roberto Mastrostefano. Altre polemiche. Fino al 14 luglio 2014 e alla riapertura della divisione: non più Neurochirurgia ma Unità operativa di neurotraumatologia e chirurgia spinale. Fino al 2 luglio scorso.

Da luglio a oggi sono state tante le promesse sulla riapertura del reparto. Promesse arrivate alla luce di feroci proteste che in estate avevano portato alle dimissioni (poi ritirate) del professor Renato Galzio, dirigente della Neurochirurgia dell’Aquila.

La verità è un’altra, amara. Parola anche del manager della Asl, Rinaldo Tordera, interpellato dal Centro: «Al momento la Asl, come ente chiamato ad attuare le disposizioni varate dalla Regione, non può che attenersi a quanto stabilito dal piano abruzzese di riordino ospedaliero. In tale piano, entrato in vigore nel luglio scorso, non è previsto attualmente ad Avezzano un reparto strutturato di neurochirurgia. Nel rispetto dei nostri compiti, pertanto, non possiamo che dare corso alle indicazioni contenute nell’atto regionale che, come noto, è stato ampiamente illustrato a più riprese. Eventuali, nuovi scenari si aprirebbero solo in caso di modifiche per iniziativa del legislatore. Non è quindi la Asl che ha compiti di esecuzione e non di programmazione, l’interlocutore da chiamare in causa, ferma restando la volontà dell’azienda, nei limiti dei poteri ad essa assegnati, di cercare di valorizzare i servizi su tutto il territorio della provincia dell’Aquila».

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