Neurochirurgia chiusa La Asl: «È per la sicurezza»

Il manager Rinaldo Tordera risponde alle critiche dopo lo stop al reparto All’Aquila prevista una nuova assunzione per rafforzare l’organico
AVEZZANO. Cresce il fermento da parte del mondo politico dopo l’improvvisa chiusura del reparto di Neurochirurgia di Avezzano per carenza di medici, ma paradossalmente spunta la notizia dell’assunzione di un nuovo neurochirurgo all’Aquila. Dopo la presa di posizione del consigliere regionale, Emilio Iampieri, che ha annunciato una mobilitazione con i sindaci marsicani, e dopo la richiesta di delucidazioni del primo cittadino di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, sulla vicenda si moltiplicano gli interventi e le critiche. A parlare è anche il direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera, secondo cui la chiusura è stata messa in atto perché nell’attuale stato delle cose «non c’era sicurezza per i pazienti visto che non era garantita una adeguata assistenza. La carenza di personale medico di neurochirurgia, sia ad Avezzano sia all’Aquila, per un totale di quattro dirigenti medici», afferma Tordera, «non permette di garantire il servizio h24, con doppia reperibilità, contemporaneamente in entrambe le sedi, tenuto conto dell’obbligo di rispettare le recenti normative». In realtà i neurochirurghi in servizio tra l’Aquila e Avezzano sono ben 9, più la neo assunta con una delibera del primo luglio, giorno precedente alla chiusura del reparto ad Avezzano. Di questi dieci, fino a sabato scorso, otto lavoravano all’Aquila (uno dei quali era in malattia) e due ad Avezzano. Una situazione che in realtà andava avanti dal 2014. «Mentre sono in corso le procedure di assunzione di due neurochirurghi, e in considerazione dei relativi tempi tecnici», aggiunge Tordera, «al fine di razionalizzare le risorse e garantire la massima sicurezza ai pazienti, è stata temporaneamente disposta la sospensione dell’attività chirurgica all’ospedale di Avezzano, concentrando l’organico all’Aquila. Al fine di operare in piena sinergia con le istituzioni del territorio», conclude il manager, «ho sentito il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio che incontrerò già mercoledì prossimo per esaminare la situazione». Dure accuse arrivano dai consiglieri provinciali Gianluca Alfonsi e Felicia Mazzocchi. «A marzo», spiegano, «sindaco e manager hanno parlato di potenziamento di emodinamica e neurochirurgia. Ma quando tutto sembrava andare nella giusta direzione è entrato l’elefante nella cristalliera e ha mandato in frantumi tutte le aspettative». Disappunto anche da Luigi Gallucci e Rocco Di Micco, dell’Udc, che criticano per aver avallato tale scelta i marsicani Maria Teresa Colizza, direttore sanitario, e Giovanni De Blasis, capo dipartimento. Annunciate mobilitazioni anche da Rita Tabacco del comitato pro ospedale.
Pietro Guida
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