Neurochirurgia, il caso all’esame dei sindaci

La chiusura del reparto approda al comitato ristretto. Di Pangrazio chiede all’Asl la riapertura
AVEZZANO. Il caso del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Avezzano, chiuso ormai da cinque mesi, sbarca al comitato ristretto dei sindaci. Il primo cittadino Gianni Di Pangrazio ha incontrato i vertici dell’Asl per chiedere l’immediata riapertura. Un argomento che sarà trattato anche venerdì a Castel di Sangro nel corso del vertice tra i primi cittadini del territorio provinciale. Il nuovo Piano strategico 2017-2019 del bilancio pluriennale previsionale prevede chiaramente la Neurochirurgia dell’Aquila e di Avezzano. Inoltre ieri, nel corso del consiglio regionale, è stata votata all’unanimità una risoluzione presentata dal consigliere Emilio Iampieri (Fi). La complessa situazione ha visto già la mobilitazione del mondo politico locale, dei sindacati, delle associazioni civiche, l’interessamento del ministro della Salute Beatrice Lorenzin e ora la questione arriva a un crocevia: o riaprire il reparto o decretarne con un ulteriore provvedimento la chiusura definitiva. Infatti il primo documento a firma del primario dell’Aquila Renato Galzio, molto contestato e da più parti definito illegittimo, parla di una sospensione temporanea. Secondo le accuse all’Asl, la chiusura del reparto doveva essere effettuata mediante delibera regionale a firma dell’allora commissario straordinario alla Sanità Luciano D’Alfonso, poiché quello che è stato aperto con una delibera non poteva essere chiuso da un primario.
Nei giorni scorsi il sindaco Di Pangrazio ha avuto modo di confrontarsi anche con il direttore sanitario dell’Asl Teresa Colizza per capire a che punto è l’iter. «L’attività del reparto è stata sospesa provvisoriamente fino al 22 agosto dal primario dell’Aquila con un provvedimento per il quale nutro dubbi sulla legittimità», dice il sindaco. «Ora l’unità operativa semplice dev’essere ripristinata in mancanza di un provvedimento di chiusura. La motivazione del provvedimento era stata la carenza di personale nel periodo estivo, ma ora questa problematica tecnica dev’essere affrontata e risolta dal direttore dell’Agenzia sanitaria regionale Alfonso Mascitelli. Si era parlato di un ambulatorio di Neurochirurgia, ma per noi questa soluzione è inaccettabile, perché serve un presidio fisso, non di reperibilità. Porterò la questione al prossimo comitato ristretto dei sindaci previsto a Castel di Sangro venerdì mattina».(p.g.)
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