Neurochirurgia, il medico arriva d’estate

Il professionista avrebbe ottenuto l’idoneità, ma non viene messo in servizio e tarda la riapertura del reparto
AVEZZANO. Arriva il nuovo medico per il reparto di Neurochirurgia dopo mesi di grande attesa, ottiene l’idoneità, ma non viene messo in servizio e il reparto resta chiuso.
È paradossale la situazione del reparto dell’ospedale di Avezzano trasferito provvisoriamente al San Salvatore nel mese di luglio dal primario dell’Aquila, Renato Galzio, e mai riaperto. Sulla vicenda avevano preso posizione il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, che aveva attenuto la promessa per la riapertura almeno di un servizio ambulatoriale, mai avvenuta, e il consigliere regionale Emilio Iampieri che aveva detto no a una soluzione al ribasso che non prevedeva neanche posti letto e interventi chirurgici. Da allora è passato più di un mese e delle sorti del reparto non si è saputo più niente. Anzi, la situazione sembra divenuta ancora più incerta. È trapelata infatti la notizia secondo cui uno dei due medici assunti tramite concorso ha già ottenuto l’idoneità al servizio, ma non sarebbe stato messo al lavoro. Il suo arrivo nella Marsica sarebbe stato fatto slittare a questa estate. E non è chiaro chi abbia disposto il provvedimento di dilazione. Inoltre, la graduatoria ancora aperta per personale da assumere a tempo determinato, da cui si è attinto in passato per il reparto dell’Aquila, non è stata neanche presa in considerazione. Ciò farebbe pensare che la questione della carenza di personale non sia il vero motivo che impedisce la riapertura del reparto, così come l’apertura di un servizio ambulatoriale con copertura 8-20 e reperibilità notturna e festiva. Ipotesi che comunque scontenterebbe tutti e che non soddisferebbe i marsicani, i quali si troverebbero con un reparto fantasma, non autorizzato neanche a fare interventi chirurgici, a ricoverare e persino a fare interventi di emergenza. Anche in caso di urgenza ed emergenza il paziente dovrebbe comunque, alla fine, essere trasportato all’Aquila, perdendo altro tempo prezioso per la vita dei pazienti. Eppure l’ipotesi di un presidio neurochirurgico con copertura 8-20 e reperibilità notturna e festiva, oltre ad almeno due posti letto, sembrava cosa fatta.
La richiesta era stata avanzata dal sindaco di Avezzano, Di Pangrazio al direttore della Asl, Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Rinaldo Tordera, che aveva subito convocato una riunione con i dirigenti dei vari settori dell’azienda sanitaria che avevano dato l’ok di massima. Ieri l’azienda, attraverso l’ufficio stampa, venuta a conoscenza della notizia, ha fatto sapere che la questione verrà approfondita in tempi rapidissimi.
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