Neurochirurgia, riapertura mancata

1 Settembre 2016

Il reparto doveva tornare in funzione dopo Ferragosto. E resta a singhiozzo il servizio di emodinamica

AVEZZANO. La chiusura del reparto di Neurochirurgia, avvenuta a luglio, aveva scatenato indignazione e dure prese di posizione da parte del mondo politico, sindacale e sociale di tutta la Marsica. Le rassicurazioni da parte dell’Asl e della Regione avevano placato gli animi e si era parlato di un provvedimento provvisorio. Ma la situazione, a distanza di due mesi, non è cambiata e la vicenda è finita nel dimenticatoio. Anche la data del 15 agosto per un’ipotetica riapertura sembra essere sfumata. La chiusura era avvenuta con un provvedimento del primario dell’Aquila, Renato Galzio, che si era poi dimesso in seguito alle polemiche. Dimissioni che poi non sono state più confermate. La chiusura di Neurochirurgia sta provocando anche altri problemi a catena, con continui trasferimenti di pazienti all’Aquila. Tutte questioni evidenziate a più riprese, anche con assemblee plenarie al Comune di Avezzano, con i rappresentanti di tutte le amministrazioni comunali del territorio.

Infatti, i sindaci marsicani, compatti, avevano chiesto la riapertura del reparto e la salvaguardia della sanità marsicana e dei servizi necessari a un territorio molto vasto.

Resta critica la situazione anche del servizio di Emodinamica. A luglio era stato ridotto a soli tre giorni a settimana, con trasferimento obbligatorio in caso di necessità.

In sostanza, tutti i pazienti colpiti da infarto miocardico acuto sono stati trasportati all’Aquila dalla Marsica per tutto questo periodo. Un bel problema, visto che in questi casi la tempestività è fondamentale.

Ora, invece, le emergenze sono di nuovo garantite tutti i giorni e funzionano anche gli interventi programmati. Il problema rimane riguardo alla carenza di personale.

Infatti, sarebbe dovuta già essere portata a termine l’assunzione di un medico, in sostituzione dello specialista che si è improvvisamente dimesso nei mesi scorsi. Ciò ancora non è avvenuto. La direzione dell’azienda sanitaria si è già attivata da tempo, avviando le procedure per trovare il sostituto.

Qualcosa, però, sembra non funzionare, visto che il posto vacante non viene rimpiazzato. Eppure si tratta di un reparto che conta una mole di lavoro non indifferente.©RIPRODUZIONE RISERVATA