Neurologia, record con pochi medici

Orlandi: «Reparto d’eccellenza, ma l’organico ha carenze» E la scuola di specializzazione sarà trasferita a Chieti
AVEZZANO. Un reparto di eccellenza per combattere quella che in Italia è la prima causa di disabilità negli adulti e la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori. Ogni anno più di 170mila italiani vengono colpiti da ictus, una lesione cerebrovascolare causata dall’interruzione del flusso di sangue al cervello dovuta all’ostruzione di un’arteria (ictus ischemico) o alla sua rottura (ictus emorragico), e nel reparto di Avezzano, guidato dal professor Antonio Carolei, insieme al dottor Berardino Orlandi, ci sono numeri da record. Eppure il reparto marsicano può contare soltanto su tre medici, quando reparti dello stesso tipo e con meno pazienti arrivano ad avere anche otto medici. E anche la struttura non è delle migliori e avrebbe bisogno di interventi migliorativi.
NUMERI DA PRIMATO. I casi nel reparto dell’ospedale di Avezzano arrivano a quota 130 all’anno, e di questi l’équipe riesce a trattarne oltre la metà. Anche questo è un record positivo. «Possiamo garantire un servizio di altissimo livello», spiega Orlandi, «è una nota di orgoglio per la città e per la Marsica. Ritrovarsi in convegni internazionali e vedere che la nostra attività si svolge come quella delle grandi capitali mondiali è un segnale positivo. I dati vengono tratti dai registri nazionali e internazionali dove sono registrate tutte le procedure che si fanno. La stroke unit che lavora di più dopo di noi è quella di Pescara, che ha fatto 53 procedure dall’inizio dell’anno, contro le 114 attuali di Avezzano. È assolutamente necessario che ci sia consapevolezza di questa realtà perché ci troviamo con una pianta organica di tre medici. Inoltre, attendiamo da due anni i lavori di ristrutturazione della stroke unit». Questi numeri dipendono da due fattori: il primo è il bacino di utenza (abbraccia Marsica e Lazio); il secondo è il sistema di reparto che funziona e richiama pazienti da fuori regione.
E LA NEUROCHIRURGIA? Un sistema che funziona, ma che manca di neurochirurgia in casi di complicazioni. Le consulenze neurochirurgiche necessarie per la stroke unit, inoltre, avvengono telematicamente con L’Aquila perché ad Avezzano il reparto è stato chiuso oltre un anno fa. «Dei pazienti trattati», puntualizza Orlandi, «la necessità di un intervento o di un impegno neurochirurgico non è stato necessario a nessuno. Abbiamo una consulenza telematica con il reparto dell’Aquila. Inoltre va chiarito che nei casi in cui viene eseguita una terapia sistemica c’è la controindicazione per almeno 24 ore di qualunque intervento per via degli anticoagulanti».
SCUOLA A CHIETI. La scuola di specializzazione di neurologia sarà trasferita nella Asl di Chieti. Orlandi parla di «un’ultima puntata imbarazzante». «I parametri richiesti», chiarisce il medico, «sono stati da noi inviati al Ministero ed era tutto ok. La rettrice è riuscita a dire serenamente in pubblico che è stata esclusa per un errore nell’inviare i dati».
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