Niente caffè al banco, insorgono i baristi

Fipe Confcommercio: «Divieto immotivato, intervenga subito il ministero dello Sviluppo economico»
L’AQUILA . Chiede l’intervento del ministero dello Sviluppo economico (Mise) la Fipe Confcommercio L’Aquila contro il divieto di consumazione al banco nei bar. Questo, infatti, deriverebbe da «un’interpretazione giuridicamente incomprensibile e immotivata sotto il profilo sanitario» e assesterebbe e un altro pesante colpo alla categoria. «La circolare del 24 aprile con cui il ministero dell’Interno ritiene che il decreto legge “Riaperture” vieta ai bar la possibilità di effettuare la somministrazione al banco», spiega l’associazione di categoria, «non ha alcun fondamento di sicurezza sanitaria.
Un’interpretazione che nessuno si aspettava, considerando che il decreto non esclude espressamente il consumo al banco ma, al contrario, ha voluto specificare con quali modalità può avvenire il consumo al tavolo esclusivamente all’esterno fino al 31 maggio. Dopo 14 mesi di blocco delle attività di ristorazione, almeno l’aspettativa di una regolamentazione puntuale non dovrebbe essere tradita», sottolinea la Fipe, «in zona gialla i bar hanno sempre avuto la possibilità di fare la somministrazione al banco anche in virtù del fatto che si tratta di un consumo veloce, che non implica una lunga permanenza all’interno degli esercizi». Stando alla circolare del ministero dell’Interno la somministrazione al bancone si potrà fare dopo il 1° luglio, mentre da giugno sarà possibile consumare al chiuso, ma al tavolo. «È un attacco al modello di offerta del bar italiano», dichiara il presidente provinciale della Fipe Daniele Stratta, «che si differenzia da quelli degli altri Paesi proprio perché basato sul consumo al banco». (f.d.m.)

