Niente ecocolordoppler l’esame solo dopo il 2020

14 Febbraio 2019

Liste d’attesa sempre più lunghe e utenti costretti a rivolgersi a strutture private Il Tribunale per i diritti del malato torna a sollecitare convenzioni “esterne”

SULMONA. Bisogna aspettare il 29 aprile per la prima data utile per una ecografia ginecologica all’ospedale di Sulmona, mentre restano bloccate per tutto il 2019 e per il 2020 le liste per un esame di ecocolordoppler. Il nuovo anno non cambia i tempi lunghissimi di attesa per gli esami all’ospedale sulmonese, con le persone sempre più costrette a rivolgersi a strutture private per accorciare le date e risparmiare tempo su diagnosi e terapie. Il record tutto negativo continua a spettare agli esami di ecocolordoppler che slittano addirittura di due anni. Nel senso che le prenotazioni sono bloccate tanto per il 2019 quanto per il 2020 per gli esami non giudicati urgenti. Per le urgenze, invece, non si seguono i tempi delle liste di attesa e si scavalcano i percorsi ordinari. Anche perché l’esame serve per sapere se si rischiano trombosi, ictus o malattie cardiache, tutte patologie molto serie.
«Aspettare due anni per un esame è un’assurdità», si sono sentiti ripetere in questi giorni più volte dagli utenti nelle sede del Tribunale per i diritti del malato. Per questo, visti anche i poteri di prescrizione sempre più limitati ai medici di famiglia, il Tribunale per i diritti del malato ha lanciato la proposta di una convenzione con un medico ambulatoriale specialistico o con strutture sanitarie esterne all’ospedale, una su tutte la clinica convenzionata San Raffaele. La cosa consentirebbe di abbattere le liste d’attesa e venire incontro agli utenti che hanno bisogno di cure e che non possono spendere troppo. Un accordo di questo tipo si è reso già possibile per l’erogazione di altre prestazioni, ma non ancora per l’ecocolordoppler. Nel frattempo, dall’Asl ribadiscono che tocca al medico di base decidere i tempi degli esami. «Sta al medico di base o allo specialista valutare se la richiesta dell’assistito o dell’utente giustifica il ricorso alle classi di priorità che consentono di fare l’esame tra i 10 e i 60 giorni e che permettono di seguire un iter decisamente più rapido rispetto alle prenotazioni delCup», precisa la direzione della Asl che ricorda come le urgenze siano sempre garantite. Dal 2016, poi, è attivo il servizio di recall per la conferma dell’esame a ridosso dell’appuntamento fissato. (f.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA