Niente logopedista bambino disabile senza riabilitazione
AVEZZANO. «Non abbiamo posto per suo figlio, vada in un’altra struttura». Questa la risposta che si è sentita dare la mamma di un bambino di cinque anni al quale era stata prescritta la...
AVEZZANO. «Non abbiamo posto per suo figlio, vada in un’altra struttura». Questa la risposta che si è sentita dare la mamma di un bambino di cinque anni al quale era stata prescritta la riabilitazione logopedica e di psicomotricità. Dal dicembre 2017 la donna è costretta ad accompagnare il bimbo in una struttura della Marsica per la psicomotricità. Da maggio, però, anche qui per carenza di personale sono state sospese le sedute di logopedia. «Ho atteso invano che la situazione si risolvesse quindi mi sono rivolta a un centro privato convenzionato», ha spiegato la donna, «purtroppo non avevano disponibilità. Al centro di riabilitazione, invece, il personale pur dandomi piena collaborazione non è riuscito a gestire il problema. Tutte le strutture pubbliche e/o private non hanno personale a disposizione e non riescono a reperirlo». La mamma ha scritto al Tribunale per i diritti del malato che si è subito attivato chiedendo spiegazioni in merito all’azienda sanitaria. «Vista la segnalazione pervenuta», ha commentato Stefano Di Giuseppe, il responsabile dell’associazione che sostiene i diritti dei malati, «noi condividiamo pienamente i disagi che questa famiglia sta ancora sopportando. Si tratta di un disservizio sistematico da parte delle strutture pubbliche e private che dietro la banale scusa di non avere personale disponibile non erogano un servizio a un bambino disabile».
Di Giuseppe si è attivato, scrivendo ai vertici dell’azienda sanitaria, per chiedere accertamenti urgenti sull’accaduto.
«Chiediamo di verificare immediatamente con la psichiatria infantile», ha precisato Di Giuseppe, «prima che il disservizio arrechi danni irreparabili a un bambino disabile, le ragioni per le quali sia la Asl, sia i privati convenzionati continuino a nascondersi dietro la risposta “non abbiamo personale a disposizione”. Noi riteniamo che il pubblico si debba immediatamente munire del personale necessario a soddisfare i servizi sanitari per i cittadini. In quanto alle strutture private, se non è in regola con il personale, è necessario attuare una revisione della convenzione».
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