Niente spazi, stagione culturale a rischio

3 Ottobre 2019

Dal Tsa alla Barattelli, dai Solisti Aquilani all’Istituzione Sinfonica non ci sono strutture adeguate e il Ridotto resta chiuso

L’AQUILA. Una lettera via mail della Società dei Concerti “Bonaventura Barattelli”, spedita dal direttore artistico Fabrizio Pezzopane (nell’ente musicale dal 1976) indirizzata al Comune, scuote in queste ore il mondo culturale cittadino. Come se non bastassero le polemiche sul Festival degli Incontri – per il quale il sindaco, Pierluigi Biondi, è ancora in attesa di una convocazione da parte del Mibac – la Barattelli chiede all’amministrazione comunale la disponibilità dell’Auditorium del Parco del Castello per alcuni concerti della nuova stagione, vista l’indisponibilità del Ridotto del Teatro comunale, dopo la diffida di vigili del fuoco e prefettura. La struttura culturale, che ospita anche la sede dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, è chiusa da una settimana e non c’è una data certa sulla riapertura. «Abbiamo bisogno di spazi adeguati, con un palco adeguato alle orchestre che ospitiamo. E non possiamo regolarci neppure sul numero di abbonamenti», dice il direttore artistico della Barattelli, Pezzopane. «Inoltre, abbiamo dovuto tenere conto anche del Festival degli Incontri e per questo motivo avevamo già dirottato il concerto inaugurale all’Auditorium del Parco. Che, però, contiene al massimo 250 spettatori (190 più 48 nel retropalco, ndr), contro i 350 del Ridotto. Parliamo sempre di strutture piccole, perché purtroppo L’Aquila non è mai riuscita a dotarsi di un Auditorium per il grande pubblico».
E questo è il punto dolente: dai miliardi volati durante Italia ’90 a quelli per il Giubileo del 2000 e, non ultime, le donazioni tipo il PalaJapan (a tutt’oggi ingestibile per gli alti costi), nessun politico-amministratore ha avuto la lungimiranza di costruire uno spazio per la cultura per accogliere un migliaio di spettatori, con un palco per grandi orchestre che, all’Aquila, al momento sono impossibili da poter ospitare. Se da un lato l’assessore alla Ricostruzione, Vittorio Fabrizi, assicura che il Comune cercherà di fare presto per i lavori dl Ridotto, dall’altro muoversi, per un ente pubblico, in fatto di opere da mettere in cantiere, non è né semplice, né rapido.
«Bisogna fornire una soluzione nel più breve tempo possibile», sostiene il presidente del Tsa, Annalisa De Simone. Il Tsa, infatti, è tra i più penalizzati, visto che ha bisogno di un palco adeguato per impianti scenici a volte anche importanti. «Il tempo è un fattore determinante per dare garanzie», sottolinea De Simone, «la paura è che i cittadini si sentano scoraggiati ad abbonarsi alla stagione di un qualsiasi Ente culturale aquilano, senza avere certezze che la stagione avvenga in uno spazio definito», conclude il presidente del Tsa. Nella stessa situazione anche l’Istituzione Sinfonica Abruzzese e I Solisti Aquilani.
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