«Niente stalking sulla coppia, noi siamo le vittime»

27 Ottobre 2016

L’AQUILA. «Ma quali persecuzioni? Semmai siamo noi la parte offesa e quelle contestazioni che ci hanno mosso cadranno in dibattimento». A parlare sono Norberta Speranza e la figlia Chiara Scimia le...

L’AQUILA. «Ma quali persecuzioni? Semmai siamo noi la parte offesa e quelle contestazioni che ci hanno mosso cadranno in dibattimento».

A parlare sono Norberta Speranzae la figlia Chiara Scimia le quali sono state rinviate a giudizio tre giorni fa dopo una denuncia presentata contro di loro da una coppia. Nel rinvio a giudizio disposto dal gup del tribunale è compreso anche l’ex poliziotto Aldo Ruggero Scimia che condivide la proteste della moglie e della figlia.

Saranno i giudici a decidere l’esito di queste denunce ma le due donne aquilane escludono che quello che è scritto negli atti a loro carico corrisponda a verità.

A cominciare dal fatto che esse negano decisamente di avere insultato all’interno del supermercato una della due donne che a loro volta le hanno denunciate.

Di certo, però, si tratta di reati abbastanza pesanti visto che, tra gli altri è contestato il reato persecutorio.

«Noi stesse», replicano, «abbiamo presentato altre denunce nei confronti di chi ci accusa».

E una di queste segnalazioni alla Procura ha avuto un riscontro visto che Claudia Cipriani era stata rinviata a giudizio con le accuse di ingiurie e minacce di morte a carico della Scimia che è da considerare parte civile.

Ma una delle circostanze asserite dalla famiglia Scimia (ma non contestate) è il fatto che vi sarebbero delle intimidazioni e comportamenti quasi impalpabili e subdoli ma finalizzate a far arrabbiare Aldo Ruggero Scimia per indurlo a reagire e uscire di casa in modo da far scattare la violazione degli arresti domiciliari cui è sottoposto e mandarlo in carcere. Completamente diverso, ovviamente, il parere della controparte.

Fin qui la controversia sulla quale spetta ai giudici l’ultima parola ma ci si trova di fronte a una raffica di denunce che alla lunga potrebbero portare condanne a entrambe le parti.

Nell’ambito di questi procedimenti la famiglia Scimia è assistita dagli avvocati Francesco e Antonio Valentini mentre gli interessi della coppia sono tutelati dall’avvocato Simona Giannangeli.

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