Niente turisti, alberghi sempre più vuoti

6 Febbraio 2017

I dati del Consorzio sulle presenze: 50% in meno a gennaio nelle strutture cittadine, a Fonte Cerreto il calo è dell’80%

L’AQUILA. Fare di necessità virtù. E spingere sull’acceleratore per trasformare il turismo in un’opportunità di sviluppo per il territorio, nonostante il terremoto e una stagione invernale disastrosa. Pesantissimi i numeri forniti dal Consorzio albergatori L’Aquila, che annovera sette strutture ricettive. Un tracollo di presenze: -25%, da settembre a dicembre 2016, rispetto all’anno precedente. Percentuale che schizza fino a -50%, a gennaio, negli alberghi aquilani. A Fonte Cerreto, il calo delle prenotazioni raggiunge addirittura l’80%.

Doppia emergenza. La lunga scia di scosse e l’emergenza neve. Una combinazione deleteria per gli albergatori aquilani che hanno visto scendere vertiginosamente le presenze, negli ultimi mesi. I dati forniti dal Consorzio, che annovera sette strutture, l’hotel Federico II, l’hotel Castello, 99 Cannelle, hotel Azzurro, Compagnia del viaggiatore, Canadian e Fiordigigli, evidenziano il tracollo del turismo, con una movimentazione bassissima. Da gennaio ad agosto 2016, rispetto all’anno precedente, si era registrato all’Aquila un aumento del 10 per cento delle prenotazioni. Da settembre a dicembre 2016 vi è stato un calo del 25 per cento, che porta la forbice a - 35% di media. Un primo crollo delle prenotazioni frutto del terremoto di Amatrice e degli altri eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia. A gennaio 2017 la situazione è ulteriormente peggiorata: da -25% a -50% di turisti, percentuale che arriva a -80% sul Gran Sasso.

Le responsabilità. «Gli eventi che si sono susseguiti negli ultimi mesi, dal sisma al maltempo», dichiara Roberto Laglia, presidente del Consorzio albergatori L’Aquila, «hanno danneggiato pesantemente il nostro settore e si sono sommati alla disorganizzazione nella gestione dell’emergenza maltempo, soprattutto in una città di montagna come L’Aquila. Sono saltate attività di ordinaria manutenzione come quella dei mezzi che non sono stati revisionati per tempo, provocando un enorme ritardo nella pulizia delle strade. Gli alberghi a Fonte Cerreto, alle pendici del Gran Sasso, sono rimasti isolati due giorni. Il sisma dell’Alta Valle dell’Aterno ha inferto il colpo finale a una situazione già al limite».

Servono aiuti. Occorrono misure straordinarie, subito. È ciò che chiedono gli albergatori, che hanno posto sul tappeto una serie di proposte: sgravi fiscali, utilizzo degli ammortizzatori sociali, blocco dei mutui e delle tasse per almeno sei mesi. «Misure», incalza Laglia, «che devono essere accompagnate da una campagna promozionale di valorizzazione del territorio. L’Ente nazionale per il turismo (Enit) ha spostato 2 milioni di euro sulle regioni colpite dal sisma, per attività promozionali, ma abbiamo bisogno anche di aiuti da parte della Regione, del Comune dell’Aquila, delle associazioni di categoria per veicolare l’immagine del nostro Abruzzo e dell’Aquila. Da soli non ce la possiamo fare».

Adeguamento sismico. Il Consorzio albergatori sollecita, infine, la creazione di un fondo statale ad hoc per l’adeguamento sismico delle strutture alberghiere. «I nostri clienti», conclude Laglia, «devono sapere che gli alberghi sono sicuri. Una garanzia essenziale per rilanciare il turismo».

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