Niente vaccino, in 4 respinti dalla scuola

È accaduto alla materna Serafini-Di Stefano, la mamma di due bimbe ricorre a un legale. La dirigente: rispettiamo la legge
SULMONA. «Ho ricevuto una telefonata sul cellulare con cui una maestra mi ha avvertito di non portare le mie figlie a scuola. Un modo assurdo e ingiusto con cui è stato negato alle mie figlie un sacrosanto diritto». È lo sfogo della mamma delle due bambine escluse ieri dalla scuola materna insieme ad altri due bimbi perché non in regola con il decreto Lorenzin che fissava a sabato scorso, 10 marzo, il termine ultimo per presentare la documentazione delle avvenute vaccinazioni. È stata una giornata segnata da tante polemiche quella trascorsa ieri nella scuola materna dell’istituto comprensivo Serafini-Di Stefano, con la dirigente scolastica Elvira Tonti impegnata a far rispettare le norme entrate in vigore nel luglio scorso.
«A fine agosto», racconta la mamma, «ho inviato una richiesta alla Asl tramite raccomandata, per avere un appuntamento per la vaccinazione. La raccomandata è giunta a scuola il primo settembre e sto aspettando che la Asl mi convochi per effettuare il vaccino che ero pronta a far fare alla bimbe. Ma ieri mattina la dirigente della scuola le ha sospese». Su suggerimento del legale pescarese Emidio Grumelli, che da tempo segue le vicende legate al decreto Lorenzin, la donna si è recata regolarmente nella scuola materna per portare le figlie ma le è stato ribadito il divieto d’ingresso. «Entrata a scuola le maestre mi hanno confermato il provvedimento davanti ad altre mamme che accompagnavano il loro bambini in classe», incalza la donna, «rendendo pubblica la vicenda e violando la mia privacy. Così ho telefonato al mio avvocato per presentare ricorso e far riammettere le bambine a scuola».
Dura la reazione della dirigente Elvira Tonti: «Se qualcuno ha intenzione di dare la caccia alle streghe io dico subito che non sono una strega ma una persona che difende a spada tratta la legge. Attaccarmi perché adempio a un mio dovere non può diventare un caso, né purtroppo posso derogare alla norma perché la legge non mi dà la possibilità di decidere liberamente. Dal canto loro i genitori», conclude la dirigente, «sono liberissimi di scegliere scuole dove le leggi non vengono osservate e rispettate». Ma secondo l’avvocato Grumelli, che assiste molti genitori dei bambini non vaccinati, la dirigente starebbe prendendo una cantonata giuridica. «I bambini vanno riammessi perché entro la scadenza del 10 settembre 2017, i genitori non hanno mai depositato all’Istituto scolastico la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà prevista dall’art.5 del decreto Lorenzin. Entro la predetta data», conclude l’avvocato, «i genitori hanno optato per il deposito formale di richiesta di vaccinazione alla Asl e pertanto sono in perfetta linea con il dettato normativo».
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