Niente vetro e anidride carbonica, in crisi la produzione di bevande

12 Luglio 2022

Si teme lo stop della produzione a Medibev (Sulmona), Coca Cola (Oricola) e Gran Guizza (Popoli) Pescara (Fai Cisl): «Gli elevati costi dell’energia stanno mettendo in ginocchio le aziende del settore»

SULMONA. Mancano il vetro e l’anidride carbonica e tutti i lavoratori della Medibev (ex Campari), rischiano di restare a casa in cassa integrazione, proprio nel momento di maggiore produzione dell’azienda. A lanciare l’allarme è il segretario della Fai Cisl per l’Abruzzo e il Molise Franco Pescara che indica negli stabilimenti della Coca Cola di Canistro, della Gran Guizza di Popoli e della Medibev di Sulmona quelli che rischiano di dover interrompere la produzione per mancanza di materie prime.
«Sono a rischio quasi 1.000 posti di lavoro in Abruzzo a causa della carenza di anidride carbonica nelle aziende di bevande», afferma il numero uno della Fai Cisl regionale, «la scarsità di questo ingrediente sta creando allarmismo tra le aziende, e i lavoratori. L’anidride carbonica è diventata introvabile e ai fornitori non conviene più produrla a causa dei costi alti dell’energia, così è stata ridotta la produzione».
Oggi in Abruzzo tra le aziende di bevande gassate e l’indotto si contano circa 1.000 occupati e il sistema produttivo è in grande difficoltà anche a causa degli aumenti dei costi di energia, plastica, alluminio, cartone. E in ultimo sono emerse anche molte complicazioni per il reperimento del vetro mettendo seriamente a rischio i livelli occupazionali. Per il vetro vale lo stesso discorso fatto per l’anidride carbonica con le aziende che stanno valutando la possibilità di interromperne la produzione per i costi altissimi dell’energia: quasi tutti gli altiforni sono alimentati a metano che, a seguito del conflitto in Ucraina, è arrivato a costare circa sei volte in più rispetto al periodo antecedente la guerra. «Le aziende che operano in Abruzzo nel settore delle bevande analcoliche stanno vivendo una situazione di estrema difficoltà e vogliono incontrare le Rsu per valutare le soluzioni da assumere, paventando anche il blocco della produzione e la conseguente richiesta di cassa integrazione per tutti i dipendenti», prosegue Pescara.
«Ai rincari dei costi dell’energia, si aggiungono problemi di reperimento di alcune materie prime, in particolar modo di anidride carbonica e se saranno confermate la plastic e la sugar tax per l’economia abruzzese che ruota attorno alla produzione delle bevande gassate potrebbe arrivare un duro colpo. È sempre più urgente che Governo, sindacati e imprese portino avanti programmi condivisi», conclude Pescara, «a difesa dell’occupazione».
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