«No ai colonizzatori Sono l’uomo giusto per dare continuità»

Di Pangrazio, 62 anni, docente universitario di diritto sugli enti locali e dirigente pubblico, è sostenuto da dieci liste, fra le quali quelle di Pd, Dem e Udc, oltre a Cantiere Popolare che si...
Di Pangrazio, 62 anni, docente universitario di diritto sugli enti locali e dirigente pubblico, è sostenuto da dieci liste, fra le quali quelle di Pd, Dem e Udc, oltre a Cantiere Popolare che si ispira al Movimento cristiano lavoratori. Degli amministratori uscenti si sono candidati il vicesindaco Ferdinando Boccia, Alessandra Cerone, Roberto Verdecchia, Antonio Di Fabio e il presidente del consiglio Domenico Di Berardino, il più votato 5 anni fa. Da segnalare anche la presenza dell’arbitro di serie A, Aleandro Di Paolo.
«Mi sono ricandidato alla guida di Avezzano, sollecitato da molti nostri concittadini, per completare i tanti progetti che abbiamo messo in campo in questi cinque anni», afferma Di Pangrazio, «vogliamo continuare a mettere a disposizione della città, capacità, concretezza, competenza, qualità che tutti ci riconoscono. Abbiamo costruito un programma basato su cose concrete da fare per il futuro di Avezzano e della Marsica, che valorizza il centro e le periferie, il commercio, l’artigianato, l’industria e l’agricoltura. Il nostro obiettivo è fare di Avezzano il punto di snodo dei processi di innovazione territoriale, renderla ancor più attraente, moderna, ecosostenibile. Vogliamo fare di Avezzano un centro culturale, commerciale, sportivo e industriale attraente, in cui è bello vivere e lavorare, dove possono nascere nuove attività e nuove imprese e dove i giovani possano valorizzare le loro energie. Sono un sindaco indipendente, non iscritto a nessun partito, ho costruito anche per il prossimo mandato intorno a me un’alleanza larga. Avezzano ha bisogno di continuità amministrativa, anche perché occorrono 10 anni per portare a termine progetti significativi ed importanti».
Quindi la stoccata ai rivali: «Dobbiamo evitare che Avezzano sia colonizzata da personaggi di Sulmona, di Chieti, dell’Aquila, spalleggiati da politici marsicani ormai a fine carriera».
E infine uno sguardo alle cose fatte: «In questi cinque abbiamo fatto molto, dimostrato grandi capacità operative, aprendo il parco Arssa e trasformando il Palazzo Torlonia in struttura culturale; costruendo in tempi brevi scuole sicure che consentiranno di risparmiare quasi 500.000 euro. Abbiamo ridato orgoglio alla città mettendo alla presidenza di tutti gli Enti sovracomunali, con il consenso di quasi tutti i sindaci della Marsica, professionisti avezzanesi onesti e competenti». (r.rs.)
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