No alla legge taglia Parco Sit-in degli ambientalisti

29 Luglio 2021

Manifestazione delle principali associazioni abruzzesi davanti a Palazzo Silone: «L’impugnativa del Consiglio dei ministri solleva illegittimità costituzionali»

L’AQUILA. Associazioni in rivolta conto la legge “taglia Parco”. Una delegazione dei rappresentanti delle principali associazioni ambientaliste e naturaliste del territorio hanno fatto il punto – ieri mattina davanti alla Regione all’Aquila – sulle azioni da compiere per fermare la legge che ritengono pericolosa per flora e fauna del Sirente Velino. Erano presenti i responsabili di Wwf Abruzzo, Italia nostra Abruzzo, Pronatura Abruzzo, Mountain Wilderness, Cai Abruzzo, Salviamo l’orso, Touring club italiano, Dalla parte dell’orso, Orso and friends, Comitato salviamo il Parco Sirente Velino. Hanno analizzato la situazione che si è creata dopo l’impugnativa di incostituzionalità della legge regionale ribattezzata taglia-Parco. Il Consiglio dei ministri, con una lunga e dettagliata argomentazione, ha impugnato la legge mettendo in evidenza come alcune disposizioni si pongono in contrasto con la normativa statale in materia di aree naturali protette e in materia di ordine pubblico e sicurezza e violano alcuni articoli della Costituzione, richiamando in proposito numerose sentenze della Corte costituzionale. L’impugnativa del Consiglio dei ministri, secondo le associazioni, «solleva e sottolinea una serie di illegittimità costituzionali che sarebbero presenti nella legge regionale, dal mancato coinvolgimento degli Enti locali, considerato che le deliberazione dei Comuni attengono non a questa legge ma a un’altra mai approvata, alla violazione dei principi del Piano per la tutela dell’orso marsicano». La legge, sempre secondo la relazione del governo, potrebbe determinare anche «procedure di infrazione da parte della Unione europea e rendere più difficile l’eventuale accesso ai fondi».
«Emerge in particolare», sottolineano gli ambientalisti, «una criticità di fondo nell’impostazione della legge regionale sulla gestione del Parco del Sirente-Velino, quella di affidare la conservazione della natura, bene comune che riguarda l’intera collettività regionale e nazionale, a logiche puramente localistiche. L’impugnativa del Consiglio dei ministri esplicita proprio questo concetto: la disciplina delle aree protette rientra nella competenza esclusiva dello Stato e le Regioni possono soltanto determinare maggiori livelli di tutela».
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