«No» alla perizia psichiatrica per l’assassino di moglie e figlio

17 Febbraio 2021

Il pm respinge la richiesta presentata dai legali del 39enne che ha ucciso Teodora e il piccolo Ludovico Istanza finalizzata a verificare lo stato di capacità di intendere e di volere. Si attende l’interrogatorio

ROCCACASALE. «No» alla perizia psichiatrica per l’uomo che ha ucciso moglie e figlio prima di tentare (invano) il suicidio. Il pm titolare del fascicolo di inchiesta, Laura Deodato, ha dato parere negativo alla richiesta dei legali di Alexandro Vito Riccio, il 39enne che lo scorso 29 gennaio, a Carmagnola in provincia di Torino, ha ucciso Teodora Casasanta, di Roccacasale, e il loro bambino di appena 5 anni, Ludovico.
Riccio, accusato di duplice omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, non ha ancora sostenuto l’interrogatorio di garanzia di fronte al giudice per spiegare, qualora ci fossero, i motivi che l’hanno portato a sterminare la famiglia. Il 39enne ha una prognosi stimata in 60 giorni ed è ricoverato nel reparto detenuti dell’ospedale Molinette di Torino dopo aver tentato il suicidio, lanciandosi dal balcone del proprio appartamento. Al momento è incompatibile a un confronto con il gip. Nonostante ciò ha chiesto – attraverso i suoi legali – di poter incontrare uno psichiatra al fine di procedere a una consulenza psichiatrica di parte, come riporta il quotidiano torinese La Stampa. La richiesta era «finalizzata a verificare lo stato di capacità di intendere e di volere al momento della commissione del fatto» ma il pm Deodato ha dato parere contrario: «Non essendo ancora stato svolto l’interrogatorio di garanzia ed essendo l’indagato in condizioni di salute tali da non consentirgli di rispondere alle domande del giudice, rigetto la richiesta non essendo quindi neanche in grado di rispondere ai quesiti del consulente». La richiesta è stata inoltrata dai legali il 2 febbraio, 96 ore dopo il duplice omicidio. Lo stesso giorno che sono emerse le risultanze dell’autopsia sui corpi delle due vittime. Secondo la ricostruzione del medico legale e degli investigatori della scientifica dei carabinieri, Riccio si è scagliato prima contro la moglie colpendola con 15 coltellate alla schiena (mentre si trovava nel letto) e infierendo poi con numerosi oggetti repertati (una cinquantina). Subito dopo ha rivolto la sua furia omicida verso il figlioletto colpito da otto fendenti. Gli stessi carabinieri del nucleo operativo di Moncalieri intervenuti hanno parlato di una scena agghiacciante. L’esito dell’esame sui due cadaveri e la richiesta di consulenza psichiatrica è stato quasi contestuale. Cosi la Procura di Asti ha risposto: niente da fare. Prima l’interrogatorio col giudice, poi, semmai, il resto. L’incarico conferito dai legali dell’assassino al dottor Enrico Zanalda è comunque ufficiale. Per la cronaca, il fermo dell’uomo è convalidato anche se non è stato in grado di sottoporsi all’interrogatorio di garanzia.
Il duplice delitto è avvenuto in un edificio in via Barbaroux, a Carmagnola, alle porte del capoluogo piemontese, dove la coppia viveva da qualche anno. Teodora Casasanta era originaria di Roccacasale e aveva frequentato l’istituto commerciale De Nino a Sulmona, per poi iscriversi alla facoltà di Psicologia dell’Università di Chieti. Aveva trovato lavoro in Piemonte e prestava servizio al Cufrad di Sommariva del Bosco (Cuneo), struttura che offre servizi a quanti hanno problemi di alcolismo, tossicodipendenza e psicologici in generale. (r.rs.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.