«No alla smobilitazione della sanità»

L’allarme del Tribunale per i diritti del malato: classe politica latitante sulle sorti dell’ospedale
L’AQUILA. L’intervento del sindaco Massimo Cialente, che è anche presidente del Comitato ristretto dei sindaci, e il sostegno di medici, sindacati e altre associazioni del territorio, per «frenare la smobilitazione della sanità aquilana».
La richiesta arriva da Cittadinanza Attiva-Tribunale per i diritti del malato, che prende spunto dalle ultime vicende che riguardano i tagli al personale e la vicenda di Neurochirurgia. Intanto, si fa strada un’altra polemica, dopo l’annuncio del manager dell’Asl Rinaldo Tordera dell’attivazione di una collaborazione con il professore Vittorio Calvisi. Il timore che serpeggia tra gli addetti ai lavori è la nascita di un altro reparto di Ortopedia all’interno del San Salvatore, dove è già attiva la struttura ospedaliera guidata dal primario Stefano Flamini.
Insomma, una sorta di doppione, con alcuni posti letto, che andrebbe ad appesantire la battaglia già in atto tra gli ospedali dell’Aquila e Avezzano per il reparto di Neurochirurgia.
«Ormai da giorni», scrive Cittadinanza Attiva-Tribunale diritti del malato, «si susseguono notizie preoccupanti sulla sanità aquilana: dal ridimensionamento degli impegni finanziari, ai dipendenti da licenziare, fino all’ultima, emblematica vicenda. Si conferma una logica di sistematica smobilitazione della sanità locale. In particolare, il fantomatico piano sanitario che a primavera sembrava aver confermato Neurochirurgia all’Aquila, oggi sembra aver subìto una variante in corso d’opera, dopo le sollecitazioni marsicane, a tutto vantaggio di Avezzano. In tal senso», si legge nella nota, «potremmo citare anche le vicende che hanno riguardato prima il reparto di Medicina e poi quello di Oculistica, ridimensionati ancora a vantaggio di Avezzano».
L’associazione, «senza scadere in rivendicazioni campanilistiche», sollecita serietà e trasparenza nelle scelte programmatiche, ricordando alla classe politica regionale e comunale quanto stabilito dal Quadro di riferimento regionale.
Inoltre, stigmatizza «la latitanza della classe politica aquilana e in particolare del sindaco Cialente, medico dell’Asl e presidente del Comitato ristretto dei sindaci, che sembra non aver espresso posizioni ferme contro il declassamento dei reparti e nella difesa del complesso sistema sanitario delle zone interne».
Da qui la necessità di «una profonda e organica riflessione sui temi della sanità» e l’invito a medici e sindacati a «predisporre contributi e idee per costruire una specifica piattaforma territoriale». (r.s.)
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