No Snam: «Appello al ministero a negare l’autorizzazione»

SULMONA. Bloccare la realizzazione della centrale Snam, negando l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) nella prossima riunione al ministero dell’Ambiente a Roma (mercoledì 4 settembre). Questa...
SULMONA. Bloccare la realizzazione della centrale Snam, negando l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) nella prossima riunione al ministero dell’Ambiente a Roma (mercoledì 4 settembre). Questa la strategia messa a punto dal coordinamento No hub del gas Abruzzo, dopo quattro giorni di dibattiti, approfondimenti e confronti nel campeggio no Snam di Campo di Giove.
Per tale autorizzazione vengono prese in esame la tipologia dell’impianto, la capacità di trasporto, le materie prime e l’energia usate o prodotte, le fonti di emissioni, il tipo e l’entità delle emissioni dell’impianto e gli impatti significativi di esse sull’ambiente (aria, acqua, suolo), i rifiuti prodotti dall’attività dell’impianto, la tecnologia usata e le altre eventuali misure da adottare.
«Tutto ciò evidenzia l’importanza e la delicatezza degli argomenti da trattare e dai quali si intuisce come la realizzazione e gestione dell’impianto hanno dirette ripercussioni sulla salute dei cittadini e sull’ambiente», incalzano gli ambientalisti guidati da Mario Pizzola, Giovanna Margadonna e Riccardo Verrocchi, «il 4 settembre sono state convocate anche la Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila e il Comune di Sulmona, tutte e tre le istituzioni locali che, sin dall’inizio del contrasto all’opera insieme ai cittadini, comitati e associazioni, si sono ripetutamente espresse contro l’autorizzazione del progetto Snam con numerosi e unanimi atti deliberativi. Anche l’attuale consiglio regionale lo scorso luglio, ha approvato all’unanimità una nuova risoluzione con cui impegna il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, a promuovere una specifica azione volta a sottoporre il progetto della Snam su centrale e gasdotto a una nuova Valutazione d’impatto ambientale (quella precedente risale ad oltre otto anni fa, ndc) e alla Valutazione ambientale strategica dell’intera opera, necessaria, ma mai effettuata. La riapertura della Valutazione di impatto ambientale si rende necessaria e ineludibile, non solo per le modifiche all’assetto geologico causato dagli ultimi eventi sismici dell’Appennino Centrale, ma soprattutto per i cambiamenti climatici già in atto».
Non solo. Per gli ambientalisti sarebbero da tener presenti il rischio sismico e quello ambientale.
«Dalla documentazione che la Snam ha depositato nel marzo scorso al ministero dell’Ambiente per la richiesta dell’Aia», aggiungono dal coordinamento, «emerge che la stessa Snam riconosce che il metano contribuisce all’inquinamento atmosferico quale gas ad effetto serra e fa menzione di emissioni fuggitive della centrale. Relativamente al rischio sismico, poi, la Snam ammette che possono esserci degli effetti di amplificazione locale delle onde sismiche nell’area della centrale».
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