«Noi residenti da 10 anni ancora senza casa»

15 Settembre 2019

Gli ormai ex abitanti del quartiere Santa Croce al capo dello Stato: «Siamo stati abbandonati da tutti»

L’AQUILA. Una lettera aperta al presidente della Repubblica, per segnalare il problema di chi da dieci anni aspetta ancora di rientrare a casa. A scrivere a Mattarella sono i residenti di via Roma 207 e del quartiere Santa Croce.
«Facciamo seguito a precedenti note inviate a codesta presidenza della Repubblica per comunicare che alcuni residenti del condominio di via Roma, che avevano da sempre atteso la ricostruzione della propria abitazione post-sisma, sono ancora senza casa. Come pure sono senza casa i residenti del vicino quartiere di Santa Croce, purtroppo coinvolti in un cosiddetto “Piano di recupero” ancora fermo al palo. La surreale vicenda era già stata precedentemente rappresentata in tutta la sua gravità. Alcuni residenti sono anziani ultraottantenni, tra i quali un Maestro del Lavoro che non si capacita di come lo Stato possa averlo abbandonato dopo una vita di riconosciuto impegno lavorativo. C’è, purtroppo, chi è deceduto e non ha fatto in tempo a rientrare a casa. Ci sono famiglie con figli nel frattempo cresciuti che stanno perdendo la memoria di come era la propria casa, il proprio quartiere, la propria vita. Dopo l'imposizione, anni fa, di vincoli e piani sull’area dei cantieri di legittima ricostruzione post-sisma e dopo che in molti sono stati costretti ad andare via, per sfinimento e sfiducia, chi ha deciso di restare è ancora sfollato. Oggi la ricostruzione è ancora possibile, al di fuori dei vincoli architettonici sulle mura urbiche ed è stato presentato apposito progetto rispettoso dei vincoli imposti: tutto fermo. Ciò che manca è la volontà politica», insistono i residenti. «Il sindaco della città dell’Aquila, che tempo fa, per il tramite del suo capo di gabinetto, aveva comunicato la sua disponibilità “politica” alla ricostruzione, in forma ridotta e rispettosa dei vincoli (e per questo motivo era stato ripresentato apposito progetto), da oltre un anno, inspiegabilmente, non risponde alle richieste di incontro né comunica i motivi dell’assenza di risposta alle istanze, neppure dopo il sollecito prefettizio. Il quartiere Santa Croce adiacente è ancora una spianata di macerie, nessuna abitazione inserita nel “Piano di recupero” è stata ricostruita né si conoscono i tempi e i modi della futura ricostruzione. A fianco, dove invece si è ricostruito, sono stati intombati i resti di mura e torri, a riprova del fatto che soltanto noi subiamo questa situazione. Siamo abbandonati e continuamente minacciati di essere lasciati senza casa, senza avere neppure la possibilità di un colloquio. Confidiamo in un Suo intervento e torniamo a chiedere un sopralluogo ispettivo da parte dei vertici dello Stato, perché approfittare di un sisma per lasciare famiglie senza abitazione, mediante un “Piano di recupero” approvato per fare altro (tra cui un parcheggio) al posto delle abitazioni dei residenti di sempre», concludono amareggiati, «può solo essere definito vergognoso e disumano».
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