Nomadi, la storia della musica riempie il Teatro dei Marsi

1 Febbraio 2018

AVEZZANO. Hanno fatto cantare le loro canzoni storiche a 1.500 fan, da “Auschwitz” a “Goodbye”, fino a “Dio è morto”, e l’intramontabile “Io vagabondo”. Poi li hanno conquistati con i brani del nuovo...

AVEZZANO. Hanno fatto cantare le loro canzoni storiche a 1.500 fan, da “Auschwitz” a “Goodbye”, fino a “Dio è morto”, e l’intramontabile “Io vagabondo”. Poi li hanno conquistati con i brani del nuovo disco “Nomadi dentro”. La due giorni dei Nomadi al Teatro dei Marsi è stata indimenticabile per i tantissimi amanti della longeva band della musica italiana. Il gruppo guidato da Beppe Carletti, fondato nel 1963 e giunto al cinquantacinquesimo anno di attività, ha fatto vibrare il Teatro dei Marsi che, in occasione della stagione musicale, ha voluto aprire questa parentesi sulla musica italiana, incassando un successo senza precedenti. Una tappa, quella avezzanese, da doppio sold out, che ha riscaldato i cuori dei tanti fan accorsi da tutto l’Abruzzo, emozionandoli e coinvolgendoli sulle note di brani storici. Tra un pezzo e un altro, non sono mancati gli aneddoti che una carriera lunga cinque decadi, inevitabilmente, può vantare. Sempre vivo il ricordo dell’amatissimo Augusto Daolio e delle collaborazioni con Francesco Guccini, ospite proprio lo scorso anno del Concerto di Natale in cattedrale organizzato da Harmonia Novissima.
«È stato un piacere, ma soprattutto un orgoglio, ospitare i Nomadi, band composta, prima di tutto, da persone eccezionali», ha commentato Massimo Coccia, direttore artistico della stagione musicale, «organizzare questo doppio evento è stato faticoso ma incredibilmente motivante. Abbiamo venduto ogni singolo biglietto a nostra disposizione e il Teatro dei Marsi è stato riempito dal pubblico proveniente da tutta la regione, ma non solo. Indice, questo, che Avezzano si sta ritagliando, sempre più velocemente, un ruolo di tutto rispetto in Abruzzo e nel centro Italia». (e.b.)
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