Nomine al Parco: è giallo Iacutone presenta ricorso

11 Marzo 2023

Sirente Velino, il celanese prende più voti ma è escluso a causa delle quote rosa Due componenti eletti dalla maggioranza, per l’opposizione passa Salem

CELANO. Era risultato il terzo candidato per numero di preferenze nelle votazioni del consiglio regionale per le nomine del consiglio direttivo del Parco Sirente Velino ma è stato escluso a sorpresa. Al suo posto, il presidente Lorenzo Sospiri ha provveduto all’elezione di Sara Salem, per «rispetto della parità di genere». Ma Daniele Iacutone, che aveva convogliato otto voti tra Partito democratico, Movimento 5 stelle e gruppo misto, non ci sta e preannuncia il ricorso: «Nello statuto del Parco non esiste alcuna norma che giustifichi la mia esclusione», spiega, «pertanto ho deciso di ricorrere contro un provvedimento che trovo assurdo». Il rinnovo del consiglio direttivo del Parco regionale Sirente Velino si è concluso ufficialmente lo scorso 28 febbraio, con la nomina dell’Emiciclo degli ultimi tre componenti. Gli altri tre (l’organo è composto in totale da sette elementi, compreso il presidente) erano già stati nominati dal governatore Marco Marsilio, su indicazione dei comuni membri del Parco. «Tutti uomini», continua Iacutone, «così come uomini sono i due componenti eletti in quota maggioranza dal consiglio. Perciò», incalza, «la parità di genere non sarebbe comunque rispettata in quanto, stando così le cose, il direttivo sarebbe composto da sei uomini e appena una donna». La maggioranza regionale di centrodestra ha nominato Antonio Di Bartolomeo, sindaco di San Demetrio ne’ Vestini, e Francesco Benedetti, consigliere comunale di Rocca di Mezzo. La minoranza non ha indicato nomi ma la quadra tra le principali forze di opposizione (Pd e M5s), oltre ad alcuni elementi del gruppo misto, era stata raggiunta proprio sul nome del celanese Iacutone.
I tre nuovi componenti hanno già ricevuto il benvenuto dal presidente del Parco Francesco D’Amore ma la delibera regionale per l’ufficializzazione dell’ingresso nel direttivo non è stata ancora pubblicata. «In quel caso sarò costretto a fare ricorso al Tar Abruzzo», aggiunge Iacutone. Lo statuto del Parco Sirente Velino prevede la nomina di tre componenti, «di cui uno in rappresentanza delle minoranze», senza mai citare eventuali quote rosa da rispettare. «Il presidente del consiglio regionale Sospiri», racconta Iacutone, «non ha mai parlato di parità di genere prima di procedere alla votazione e nemmeno nella fasi preliminari era emersa questa ipotesi». Il celanese, ex segretario provinciale di Sinistra Italiana, preannuncia anche un’interrogazione parlamentare sul caso: «Ho già avuto diversi colloqui, è una possibilità al quale sto lavorando». Poi chiosa: «Non si può ribaltare un voto espresso in maniera democratica, lo trovo assurdo. Non si può applicare la parità di genere soltanto per l’unico componente eletto in quota minoranza».
La prima riunione del consiglio direttivo del Parco dovrebbe essere convocata dal presidente D’Amore dopo la delibera per la ratifica dell’elezione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA